Messa Crismale a Catanzaro, Maniago: "Custodire l’unzione dello Spirito"
Nella Concattedrale di Squillace il presbiterio rinnova le promesse: richiamo a comunione, sacramenti e missione per tutta la Chiesa
Una Chiesa raccolta attorno al proprio Vescovo, il presbiterio chiamato a rinnovare le promesse sacerdotali e il popolo di Dio invitato a riscoprire la propria identità battesimale. È questo il volto dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace emerso dalla solenne Messa Crismale celebrata nella Basilica Concattedrale “Santa Maria Assunta” di Squillace e presieduta dall’arcivescovo Claudio Maniago.
Nel cuore della Settimana Santa, la celebrazione ha espresso il senso più profondo della comunione ecclesiale. Nell’omelia, il presule ha richiamato il valore della Messa Crismale come momento centrale per la vita della Chiesa diocesana: «Radunati per celebrare la messa crismale contempliamo il mistero del sacerdozio di Cristo».
Lo sguardo dell’assemblea è stato orientato a Cristo, «nostro Pastore e Guida», con il riferimento al Vangelo della sinagoga di Nazareth: «Lo Spirito del Signore è su di me». Un “oggi” che, come ha sottolineato Maniago, si rinnova nella vita della Chiesa: «Quanto avvenuto nella sinagoga si realizza in questa messa crismale».
Al centro il ruolo dello Spirito Santo, indicato come protagonista della vita cristiana e della liturgia, che non è semplice rito ma esperienza concreta di fede. Da qui il richiamo ai sacramenti, nei quali si rende presente la salvezza, e al segno degli oli santi, espressione dell’unzione di Cristo: «Accostandoci ai sacramenti siamo inondati da questo profumo».
Uno dei passaggi più intensi ha riguardato il ministero sacerdotale, tra difficoltà e grazia: «Può subentrare un tempo di fatica», ha riconosciuto l’arcivescovo, indicando però la necessità di tornare all’essenziale.
Nel finale, l’invito rivolto a tutta la comunità: «Custodire l’unzione dello Spirito», per costruire una Chiesa fraterna e missionaria. La celebrazione è stata arricchita anche dall’annuncio dell’ordinazione sacerdotale dei diaconi Pio Merante e Andrea Arcuri, prevista per il 28 giugno, segno della vitalità della Chiesa locale
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