Monteverdi a Jovanotti: «Grazie per la serata, ora lavoriamo per far restare i giovani»
L’assessora alla Cultura di Catanzaro ringrazia Jovanotti dopo il Jova Summer Party e riflette su giovani, Calabria e futuro
Una lettera aperta, scritta «due giorni dopo», quando l’emozione del Jova Summer Party alla Calabria Music Arena è ancora forte. È quella che l’assessora alla Cultura del Comune di Catanzaro, Donatella Monteverdi, ha rivolto a Lorenzo Cherubini, Jovanotti, dopo la grande serata di musica e spettacolo.
Un messaggio che parte dal ruolo istituzionale, ma assume presto un tono personale. «Sono venuta al Jova Summer Party come assessora, ma sono rimasta come madre», scrive Monteverdi, raccontando l’immagine che più di ogni altra ha portato con sé: madri e figlie che ballavano insieme, condividendo musica, emozioni e ricordi.
«Una generazione di madri e una generazione di figlie, unite dallo stesso ritmo, nello stesso pezzo di terra», sottolinea l’assessora, individuando proprio in quell'immagine il significato più profondo della serata. Non soltanto un grande evento musicale, dunque, ma anche un momento capace di creare un legame tra generazioni.
Ma nella lettera c'è anche una riflessione sulla Calabria e sulle difficoltà che continuano a segnare il futuro dei giovani. «Molte di quelle ragazze che ieri sera ballavano abbracciate alle loro madri, dopo l’estate ripartiranno», scrive Monteverdi, ricordando il fenomeno della partenza dei giovani alla ricerca di opportunità professionali e personali che spesso il territorio non riesce ancora a offrire.
Da qui la necessità di non confondere i diversi piani. Un grande concerto, osserva l’assessora, non può essere contrapposto a un ospedale, a un posto di lavoro o alla necessità di migliorare le infrastrutture. «Non è mai stata, e non sarà mai, una questione di scegliere tra un concerto e un ospedale, tra una festa e un lavoro», ribadisce.
Il tema, secondo Monteverdi, è piuttosto quello di utilizzare anche le emozioni generate dalla cultura e dalla musica come stimolo per affrontare i problemi strutturali del territorio. Le canzoni possono diventare uno strumento per trasformare un'emozione in un sentimento e, soprattutto, per contrastare quella rabbia che attraversa il tempo presente.
«Le tue canzoni – scrive rivolgendosi a Jovanotti – non risolvono i problemi strutturali di una terra. Ma piantano un seme diverso». Un seme fatto di condivisione, costruzione e capacità di guardare al futuro senza cedere alla contrapposizione.
Nella parte conclusiva della lettera arriva anche il ringraziamento a tutte le persone che hanno lavorato per quasi un anno alla realizzazione dell'evento. Monteverdi sottolinea il valore del lavoro svolto dietro le quinte e la capacità di mettere energie e competenze nella stessa direzione.
«Certo, si sbaglia, ma dagli errori si impara e si riparte. Tutto è sempre perfettibile, ma è solo mettendosi in gioco e facendo che si cresce e si impara: pensiamo positivo», scrive l’assessora.
Il ringraziamento finale a Jovanotti torna così all'immagine iniziale: quella delle madri e delle figlie riunite sotto il palco. Ma, oltre la musica e le luci, Monteverdi richiama alle proprie responsabilità le istituzioni, le imprese e la classe dirigente calabrese.
«Il lavoro vero, quello lungo e faticoso di tenere le persone qui, di dare un futuro a chi oggi balla e domani dovrebbe poter restare», conclude, «spetta a chi ha la responsabilità di guidare questo territorio». Un messaggio che parte dal grande successo di una serata musicale per trasformarsi in una riflessione sul futuro della Calabria.
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