Nautica, la Calabria punta sull’economia del mare: “Filiera strategica per turismo, occupazione e sviluppo”
L’Associazione Costruttori Nautici dei 2 Mari rilancia il settore: a Falerna il 4 giugno un evento su numeri, prospettive e modelli sostenibili
Lamezia Terme – Dove funziona, la nautica non produce soltanto barche: genera turismo ad alta spesa, portualità, artigianato, refitting, ristorazione, servizi, occupazione qualificata e promozione territoriale. In Italia la filiera nautica vale oltre 13 miliardi di euro e circa 168 mila addetti; lo yachting muove un impatto complessivo stimato in 27,7 miliardi, mentre la sola componente turistica e territoriale collegata all’uso delle imbarcazioni vale 16,3 miliardi e oltre 100 mila occupati. Numeri che indicano una direzione chiara: la Calabria non può limitarsi a essere costa da attraversare o paesaggio da raccontare, ma deve diventare piattaforma produttiva, turistica e industriale dell’economia del mare.
SARANNO PRESENTATI NUMERI E PROSPETTIVE SEGMENTO IN CRESCITA
È su questa consapevolezza che l’Associazione Costruttori Nautici dei 2 Mari, guidata dal presidente Claudio Guarascio, snocciola dati, potenzialità e prospettive di un comparto che nella nostra regione può muoversi dentro la rotta dell’ecosostenibilità; la stessa rotta che la Regione Calabria porta avanti e ribadisce attraverso l’Ente Parchi Marini Regionali guidato dal Direttore Generale Raffaele Greco ed attraverso gli assessorati all’ambiente ed al turismo, rispettivamente guidati da Antonio Montuoro e Giovanni Calabrese. La sfida, che anche i Costruttori Nautici calabresi condividono, è quella di rafforzare sempre di più la fruizione ordinata, attrattiva e sostenibile delle aree protette; prospettiva che sarà per altro centro di un prossimo, importante evento regionale promosso dall’associazione costruttori, con istituzioni ed esperti nazionali, in programma giovedì 4 giugno Falerna. In quella occasione – anticipa il Presidente Guarascio – saranno anche presentati, contestualizzati e focalizzati, assieme ad importanti case history nazionali replicabili in tema di infrastrutture portuali eco-sostenibili, anche i numeri reali e potenziali di un comparto, quello della filiera nautica, rispetto al quale la Calabria deve giocare tutte le sue carte.
LA NAUTICA MOLTIPLICA TURISMO, INDUSTRIA E SVILUPPO TERRITORIO
In Italia la nautica è già industria pesante, non nicchia: oltre 3.100 unità locali nella produzione cantieristica, quasi 19 mila se si considera l’intera filiera, più di 13 miliardi di euro di valore aggiunto e circa 168 mila addetti. Il segmento alto di gamma dimostra la forza reale del comparto: gli yacht sopra i 18 metri, pur rappresentando una quota minima delle unità in transito, generano oltre metà del valore turistico collegato alla nautica, con una spesa sul territorio fino a 26 volte superiore alla media e ricadute su porti, ristorazione, accoglienza, servizi, artigianato e forniture.
CALABRIA Può RECUPERARE POSIZIONI IN CLASSIFICA REGIONI VIRTUOSE
In questo scenario, la Calabria oggi pesa ancora poco rispetto alle grandi regioni nautiche del Meridione piazzandosi dietro Puglia, Campania e Sicilia, e solo davanti alla Sardegna. Ma proprio qui si apre lo spazio strategico: una regione che è penisola nella penisola, una montagna in mezzo al mare, con centinaia di chilometri di costa, porti, borghi, non può restare marginale nell’economia blu; deve trasformare il mare da scorcio instagrammabile in piattaforma produttiva, turistica e industriale.
Insieme a regione fare squadra a fiere internazionali di settore
La Calabria ha già sperimentato la forza promozionale della nautica nelle grandi fiere di settore, a partire dal Salone di Genova. Ora serve consolidare quella presenza con una strategia più stabile, capace di affiancare ai cantieri anche artigianato, turismo, enogastronomia, portualità e aree marine. È in questa direzione che l’Associazione, con circa 140 imprese tra cantieri, filiera collegata, servizi e indotto, con un fatturato complessivo che supera i 65 milioni di euro, guarda con fiducia alla strategia del Presidente Roberto Occhiuto, perché il posizionamento della Calabria nelle grandi vetrine nazionali e internazionali dell’economia del mare può diventare una leva nuova di competitività regionale
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