Opera Sila chiude nel cuore del Gariglione con Raiz e Solis String Quartet

Natura, memoria e musica nel gran finale del festival diretto da Antonio Pascuzzo: un viaggio tra i boschi della Sila Piccola sulle tracce di Pino Daniele

A cura di Redazione
28 settembre 2026 18:30
Opera Sila chiude nel cuore del Gariglione con Raiz e Solis String Quartet - Foto: Uff. Stampa Opera Sila
Foto: Uff. Stampa Opera Sila
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Opera Sila, il festival gratuito organizzato da Vivodimusica con la direzione artistica di Antonio Pascuzzo, ha continuato a spargere semi di curiosità e ad accendere il desiderio di conoscenza per quella porzione verde, selvaggia e prodigiosa della Calabria. Ieri, l’ultimo atto, dopo le intense e partecipate giornate dei tre weekend precedenti, si è svolto tra i boschi del Monte Gariglione, il rilievo più alto della Sila Piccola, che hanno accolto il passaggio di una comunità in cammino, avvolta da un silenzio contemplativo, quasi una processione laica che attraversa il bosco lentamente, con rispetto, lasciandosi guidare dai suoi tempi, dai suoi suoni e dalle storie che custodisce.

Ed è proprio la natura a farsi avanti, ancora una volta, con il suo racconto stupefacente di resilienza e straordinaria capacità di adattamento, ogni qualvolta nella storia ce ne sia stato bisogno. Lo testimoniano i pochi esemplari con più di 200 anni di vita incontrati lungo il percorso tracciato dalla guida ambientale Giovanni Vizza, superstiti della barbara deforestazione che si verificò tra gli anni ’30 e ’50 del Novecento. Nonostante lo sfruttamento intenso a cui fu sottoposto, insieme a gran parte del territorio silano, il Monte Gariglione – metafora di una Calabria chiusa e antica, per riprendere le parole del viaggiatore inglese Norman Douglas – ospita ancora oggi una delle faggete meglio conservate dell’Italia meridionale, tutelata entro i confini del Parco Nazionale della Sila. Una foresta lussureggiante e maestosa che conserva anche esemplari di abete bianco e pino laricio, come ha spiegato l’etnobotanico Carmine Lupia.

Nell’alternanza di voci che svelano storie e conoscenza, la musica ha avuto il suo ruolo centrale, attraverso l’interpretazione di Antonio Pascuzzo e Ivan Talarico che in acustico hanno eseguito alcuni dei brani più iconici di Pino Daniele facendosi accompagnare dal coro collettivo dei partecipanti.

Un momento di memoria e gratitudine all’indimenticato e geniale artista partenopeo che ha raggiunto il culmine nel set finale, allestito nel cortile della Caserma del Gariglione, gestita dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Catanzaro. Qui in uno scenario di indescrivibile bellezza, sotto un sole caldo e generoso, la voce magnetica di Raiz e l’eleganza, al tempo stesso cameristica e ritmica, del Solis String Quartet hanno dato vita a un concerto vibrante e raffinato. Non una semplice celebrazione, ma una riscrittura profonda dei capolavori di Pino Daniele, filtrata attraverso le corde della musica colta e le radici della cultura mediterranea. Raiz ha richiamato episodi e aneddoti che lo legano al suo «eroe»: dal primo incontro, nel 1980, alla telefonata ricevuta nel suo appartamento di via Mezzocannone per il suo disco di allora, fino ai tanti momenti di amicizia condivisi negli anni.

Sul palco, lo storico leader degli Almamegretta ha fatto emergere la ricchezza armonica e melodica del repertorio di Pino Daniele, rileggendo brani come Napule è, A me me piace ’o blues e Je so’ pazzo. Le canzoni, riconoscibili nella loro originaria veste pop-blues, sono state attraversate da nuove sfumature mediterranee, ritmi sefarditi ed eleganti arrangiamenti cameristici. Particolare importanza ha assunto Chi tene ’o mare, diventato anche un omaggio a James Senese: una rilettura nella quale la voce e gli archi evocano il respiro del sax originale, restituendo al brano la sua anima blues e mediterranea. Il dialogo tra la voce graffiante di Raiz e il calore degli archi dei Solis ha creato un’esperienza d’ascolto immersiva e spirituale.

In tutte le sue tappe Opera Sila ha portato alla luce storie profondamente radicate nel territorio, trovando il modo per farle conoscere e permettere così a questi luoghi di raccontarsi in maniera autentica. Come la storia riportata dall’ingegnere Angelo Zumbo sul progetto che ha portato alla costruzione dei laghi artificiali e che ha cambiato il volto della Sila, determinando anche un fenomeno di emigrazione al contrario, con l’arrivo a partire dal 1923 di numerosi esperti provenienti dal Nord Italia. Un’operazione virtuosa che ha contribuito a rendere questi luoghi più vivibili.

E ancora, Maria Assunta Albi e Giovanni Vizza, coautori del volume La felicità semplice, edito da Rubbettino, hanno condiviso ritratti e vicende che abitano quel dolce e meraviglioso altipiano. Infine, Francesco Talarico ha presentato Imagine di John Lennon nella traduzione in lingua della Sila, lasciando a tutti una frase che è diventata anche un inno di speranza per questa terra immaginando: «Ssi tutti ne jungìmu, tutti unu diventàmu».

A caldo, il direttore artistico Antonio Pascuzzo affida alle emozioni il bilancio di questa edizione: «Siamo stati travolti dalla bellezza e dalla gioia delle persone che hanno incontrato, in armonia, la natura. Un’armonia che la musica ha saputo rendere ancora più concreta e visibile. Alla fine resta un senso di gratitudine verso i boschi, ecosistemi, mondi perfetti, che ci hanno ospitato e protetto. E, in questo contesto, non ci sono state barriere tra artisti e spettatori».

Il progetto è realizzato con il sostegno della Regione Calabria – Fondi POC 2014/2020 Azione 6.8.3 – Settore 2 del Dipartimento Turismo, Cultura e Marketing Territoriale, nell’ambito degli interventi “Calabria Straordinaria” – Avviso Pubblico “Eventi Straordinari: la Calabria che incanta”. L’iniziativa ha ottenuto inoltre il contributo economico e logistico di DNA Logistica e Paradiso Auto.

Partner istituzionali: Comune di Taverna, Parco Nazionale della Sila e Reparto Carabinieri Biodiversità di Catanzaro. Alla buona riuscita dell’iniziativa hanno contribuito una rete di volontari, associazioni e realtà del territorio, tra cui Accademia Kronos Vigilanza Zoofila Ambiente, Anps Associazione Nazionale Polizia di Stato, Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, Valle dell’Alli, Protezione Civile Angeli della Sila e Protezione Civile Comune di Zagarise, e i ristoratori che hanno accolto artisti e staff: La Terrazza di Carmine Angotti, Spineto Sapori di Quinto Perri e Azienda Agricola La Podolica di Serra D’Amboli di Carmelo Vavalà.