SANITA'

Ospedali montani, la proposta del Comitato La Cura approda in Commissione Sanità

Oltre 13mila firme per istituire un’Azienda ospedaliera unica regionale per i presìdi di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli

A cura di Redazione
08 novembre 2026 13:30
Ospedali montani, la proposta del Comitato La Cura approda in Commissione Sanità -  Foto Uff Stampa Comitato Ospedali Montani
Foto Uff Stampa Comitato Ospedali Montani
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La battaglia per il rilancio degli ospedali montani della Calabria arriva in Consiglio regionale. La III Commissione “Sanità” ha avviato l’esame della proposta di legge di iniziativa popolare che punta all’istituzione di un’Azienda ospedaliera unica regionale per i presìdi di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli.

All'audizione hanno partecipato, in rappresentanza del Comitato civico La Cura, il presidente Rocco La Rizza e alcuni promotori della proposta: Giovanni Iaquinta, Silvio Tunnera, Alessandro Sirianni e Ferruccio Codeluppi.

Un primo passaggio istituzionale importante per una mobilitazione che ha raccolto oltre 13mila firme certificate, di cui quasi 11mila necessarie per consentire la presentazione della proposta all'Assemblea legislativa calabrese.

«Si tratta di un primo, importante passaggio istituzionale, al quale devono seguire decisioni concrete», sottolinea il Comitato La Cura, ricordando come i quattro Comuni montani siano stati particolarmente penalizzati dai tagli legati al Piano di rientro dai disavanzi sanitari della Calabria, avviato nel 2010.

Da allora, secondo i promotori, l'assistenza ospedaliera nei quattro presìdi è stata progressivamente ridotta, con la soppressione di reparti e servizi essenziali. Una situazione che ha privato intere comunità della possibilità di ricevere cure adeguate sul territorio, anche per patologie che richiedono interventi tempestivi.

Per il Comitato, adesso che la Calabria è uscita dal regime commissariale in ambito sanitario, è necessario rivedere la rete dell'assistenza ospedaliera, partendo dalle esigenze delle aree montane. Distanze, altitudine, condizioni meteorologiche avverse, viabilità complessa e tempi di percorrenza rappresentano ostacoli che possono rendere difficile, se non incompatibile, il raggiungimento di strutture ospedaliere più attrezzate in caso di emergenza.

La proposta di legge prevede la costituzione di un'unica Azienda ospedaliera per la gestione dei quattro presìdi, attualmente non qualificati come ospedali montani. Il progetto, fondato sul principio dell'invarianza della spesa, punta a riconfigurarli come ospedali spoke attraverso un atto dell'Azienda unica e un'organizzazione dipartimentale.

Tra le ipotesi indicate figurano l'attivazione di Chirurgia generale con Terapia intensiva, Pediatria e, laddove possibile, Cardiologia interventistica. L'obiettivo è garantire una reale capacità di diagnosi, cura e intervento, attraverso una diversa organizzazione delle risorse e dei servizi disponibili.

Il Comitato La Cura ha inoltre invitato i componenti della Commissione Sanità a visitare direttamente i quattro ospedali, per verificare le condizioni delle strutture e le difficoltà vissute quotidianamente dalle comunità interessate.

«Non è più accettabile che in questi territori permangano condizioni gravissime di privazione del diritto alla salute», evidenzia il Comitato, precisando che gli Ospedali di comunità e le Case della comunità svolgono funzioni specifiche e non possono sostituire i presìdi ospedalieri, soprattutto nelle aree montane, dove la distanza da una struttura attrezzata può diventare determinante per salvare una vita.

La richiesta rivolta alla politica regionale è dunque quella di dare seguito alla proposta, nel rispetto delle migliaia di cittadini che hanno sostenuto l'iniziativa.

«Sono segnali che esprimono una domanda di giustizia, uguaglianza e tutela della vita umana, alla quale la politica ha il dovere di rispondere. Non è più tempo di parole. È tempo di coscienza politica, responsabilità istituzionale e azioni concrete», conclude il Comitato La Cura, pronto a proseguire la propria battaglia per garantire il diritto alla salute nelle aree montane della Calabria.