Catanzaro - Pasolini al Gutenberg: poesia, conflitti e critica del presente
Carlo Gallo e Marco Gatto rileggono “Le ceneri di Gramsci” tra giovani, consumismo e ruolo degli intellettuali al Gutenberg 2026
Catanzaro - Non una semplice lezione su Pier Paolo Pasolini, ma un viaggio dentro le sue inquietudini più profonde. Al “Gutenberg” 2026, l’incontro dedicato a Le ceneri di Gramsci ha trasformato versi e riflessioni dell’autore in un dialogo acceso sul presente, sulle fragilità della società contemporanea e sul rapporto tra giovani e potere. A guidare il confronto sono stati la lettura intensa di Carlo Gallo e l’analisi del professor Marco Gatto, con il coordinamento del professor Massimo Iiritano.
Al centro dell’appuntamento è emersa soprattutto la figura di un Pasolini tormentato, incapace di trovare una posizione definitiva dentro il proprio tempo. Da una parte il desiderio di credere ancora nel popolo, dall’altra la consapevolezza di sentirsi estraneo persino a ciò che amava raccontare. Una tensione continua che attraversa l’intero poemetto e che, ancora oggi, appare sorprendentemente attuale.
Particolarmente forte il passaggio dedicato ai giovani. Pasolini li osserva come gli ultimi custodi di autenticità, ancora liberi dalle maschere e dai compromessi del mondo adulto. Gli adulti, invece, vengono descritti come figure consumate dall’ipocrisia e dall’abitudine, incapaci di opporsi davvero a un sistema che omologa tutto. Da qui nasce l’invito rivolto alle nuove generazioni: conservare lo spirito critico e non lasciarsi assorbire dal conformismo.
Durante l’incontro si è parlato anche del rapporto tra cultura e consumismo, uno dei temi più lucidi della riflessione pasoliniana. Già negli anni del boom economico, infatti, Pasolini intuiva il rischio di una società dominata dal mercato, dove ogni differenza culturale rischia di essere cancellata e trasformata in prodotto. Un pensiero che, secondo il professor Gatto, continua a parlare direttamente al presente.
La figura dell’intellettuale è stata un altro nodo centrale del confronto. Pasolini appare come un autore scomodo, impossibile da rinchiudere dentro categorie politiche precise. Non cerca mai risposte facili né verità assolute: preferisce mettere in discussione tutto, persino sé stesso. È proprio questa continua contraddizione a rendere ancora viva la sua voce.
La lettura di Carlo Gallo ha restituito tutta l’energia dei versi pasoliniani, fatti di ritmo spezzato, immagini dure e tensione emotiva. Una poesia che non punta alla perfezione formale, ma alla necessità di raccontare la realtà senza filtri.
L’incontro si è concluso con una riflessione condivisa: Pasolini resta un autore che obbliga a pensare. Non bastano citazioni isolate o slogan per comprenderlo davvero. Serve attraversare le sue inquietudini, le sue provocazioni e la sua critica radicale alla società contemporanea
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