Peperoncino Calabrese: qual è il più piccante? le verità nascoste

Esiste davvero un peperoncino calabrese più piccante degli altri? Scopriamolo insieme

A cura di Redazione
13 febbraio 2026 08:30
Peperoncino Calabrese: qual è il più piccante? le verità nascoste -
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In Calabria il peperoncino non è solo un ingrediente: è un simbolo, un rito, un modo di vivere. Ma tra leggende popolari, sfide tra paesi e racconti di nonni che “mangiano il fuoco”, una domanda continua a circolare: esiste davvero un peperoncino calabrese più piccante degli altri?

La risposta, come spesso accade da queste parti, è un affascinante intreccio di tradizione, scienza e un pizzico di orgoglio locale.

La gara non ufficiale tra i paesi del piccante

Ogni calabrese ha sentito almeno una volta qualcuno dire: “Il peperoncino più forte? Quello del mio paese, ovviamente”.

Da Diamante a Soverato, da Spilinga a Palmi, ogni zona rivendica la propria supremazia. Le varietà più citate sono:

  • Diavolicchio calabrese – il più famoso, piccolo e affilato come una lama.

  • Naso di cane – più grande, aromatico, con una piccantezza che “sale dopo”.

  • Sigaretta – lungo e sottile, spesso essiccato e usato per le conserve.

Ma la domanda rimane: quale di questi “brucia” davvero di più?

La scienza entra in cucina: la scala di Scoville

La piccantezza si misura in unità Scoville (SHU), che quantificano la presenza di capsaicina. E qui arriva la sorpresa: nessuna varietà calabrese supera i peperoncini super-hot internazionali come Carolina Reaper o Trinidad Moruga.

Ma attenzione: la forza del peperoncino calabrese non sta nei numeri, ma nel carattere.

Il Diavolicchio, ad esempio, può raggiungere valori tra 25.000 e 40.000 SHU, simili al Cayenna, ma con un aroma più intenso e una persistenza che lo rende unico.

Il segreto? Il terreno e il sole del Sud

Gli agronomi lo confermano: la piccantezza non dipende solo dalla varietà, ma anche da:

  • esposizione al sole

  • tipo di terreno

  • irrigazione

  • maturazione

  • tecniche di essiccazione

E la Calabria, con il suo clima secco e le sue terre rosse e minerali, crea le condizioni perfette per un peperoncino “cattivo al punto giusto”.

Le sfide virali: chi resiste di più?

Negli ultimi anni, soprattutto sui social, sono esplose le challenge del piccante. A Diamante, durante il Festival del Peperoncino, si organizzano vere e proprie gare di resistenza, con partecipanti che affrontano:

  • assaggi di varietà locali

  • creme piccantissime

  • piatti tradizionali “rinforzati”

I video di queste sfide fanno migliaia di visualizzazioni: facce rosse, lacrime, risate e un pubblico che incita. Il peperoncino, insomma, è diventato un contenuto perfetto per TikTok e Instagram.

Il peperoncino più piccante… nel piatto

Se chiedi ai calabresi qual è il vero “peperoncino killer”, molti rispondono così:

“Dipende da chi lo cucina”.

Perché la piccantezza non è solo nella bacca, ma nel modo in cui viene usata. Tra i piatti più “pericolosi”:

  • Fileja alla ‘nduja

  • Sardella crotonese

  • Pasta aglio, olio e peperoncino… versione calabra

  • Salsiccia piccante fatta in casa

Ogni famiglia ha la sua ricetta segreta, spesso tramandata come un tesoro.

Allora, qual è il più piccante?

La verità è che non esiste un vincitore assoluto. Il peperoncino calabrese è un universo di sapori, tradizioni e storie. La sua forza non sta solo nella capsaicina, ma nel legame con la terra, nella cultura popolare e nella capacità di unire le persone attorno a un piatto.

E forse è proprio questo il motivo per cui continua a far parlare di sé, a far ridere, a far piangere… e a diventare virale.