Primo maggio a Borgia: “Il lavoro affonda tra salari bassi e precarietà"

Ill segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, Enzo Scalese, intervenuto all’evento organizzato dalla Camera del lavoro locale

A cura di Redazione
01 maggio 2026 20:07
Primo maggio a Borgia: “Il lavoro affonda tra salari bassi e precarietà" - Foto: Ufficio stampa CGIL Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo
Foto: Ufficio stampa CGIL Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo
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Borgia - “Il Primo Maggio rischia spesso di scivolare nella retorica, ma quest’anno è impossibile permetterselo. Mai come oggi questa giornata è attuale, perché il lavoro è dentro una crisi che colpisce direttamente lavoratori, pensionati e famiglie”. È quanto afferma il segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, Enzo Scalese, intervenendo a Borgia in occasione dell’evento organizzato dalla Camera del lavoro locale, a Piazza Ortona, nel cuore di Borgia, dove continua la tradizione della manifestazione del sindacato per festeggiare il Primo Maggio.

“Parliamo di precarietà, di sicurezza nei luoghi di lavoro, di salari che non reggono più l’urto dell’aumento del costo della vita. E dobbiamo dirlo con chiarezza: l’ultimo decreto sul lavoro non va nella direzione giusta, non dà risposte concrete e non restituisce dignità”, ha proseguito Scalese.

“C’è un nodo che non può più essere aggirato: il crollo del potere d’acquisto. Se non si interviene sulla tassazione e sulla progressività fiscale, continueranno a pagare sempre gli stessi. Così come è incomprensibile non riconoscere pienamente gli arretrati nei rinnovi contrattuali: è una scelta che penalizza ancora una volta chi lavora”, ha aggiunto.

Il Primo Maggio momento di verità

“Resta poi aperta la questione dei contratti pirata e della rappresentanza: anche qui registriamo confusione e ambiguità. Si continua a parlare molto, ma si interviene poco, e il rischio è che anche il Primo Maggio venga piegato alla propaganda invece di diventare un momento di verità”, ha continuato.

“In Calabria tutto questo pesa di più. Qui il lavoro manca, è precario, è instabile. Qui lo spopolamento e l’emigrazione dei giovani sono una ferita aperta: ragazze e ragazzi che non trovano condizioni dignitose e sono costretti a costruirsi un futuro altrove”, ha sottolineato il segretario generale della Cgil Area Vasta.

“Non possiamo permetterci di perdere queste energie, non possiamo accettare che il nostro futuro venga svuotato. Non bastano bonus o incentivi temporanei: servono scelte vere, lavoro stabile, lavoro sicuro, lavoro dignitoso. Serve rimettere il lavoro al centro delle politiche pubbliche”, ha concluso Scalese.