Protesta degli agricoltori, dalla Statale 106 all’A2: tensione e disagi in Calabria
La mobilitazione contro il caro carburante coinvolge diversi punti della regione: trattori sulla Statale 106 a Davoli e presidio allo svincolo di Pizzo
La protesta degli agricoltori calabresi continua a interessare le principali arterie stradali della regione, con presidi e trattori schierati tra il Catanzarese e il Vibonese. La mobilitazione, nata dalla contestazione per il costo del carburante, si è allargata alle difficoltà economiche che interessano il comparto agricolo e produttivo.
A Davoli Marina, sulla Statale 106 Jonica, il presidio ha provocato rallentamenti e code. I manifestanti hanno utilizzato i trattori per bloccare la carreggiata, dando vita a una protesta annunciata come permanente e a oltranza. Al presidio partecipano agricoltori, allevatori, autotrasportatori, pescatori e cittadini, tutti alle prese con l'aumento dei costi.
Il problema del carburante rappresenta uno dei punti centrali della mobilitazione, ma le rivendicazioni riguardano anche l'aumento delle spese di produzione, i prezzi riconosciuti agli agricoltori e le difficoltà che stanno comprimendo i margini delle aziende. Secondo i promotori, il divario tra i costi sostenuti e il valore riconosciuto ai prodotti rende sempre più difficile mantenere in attività le imprese agricole.
Situazione più tesa questa mattina nel Vibonese, allo svincolo di Pizzo dell'A2 Salerno-Reggio Calabria. Qui alcuni manifestanti hanno tentato di avvicinarsi all'accesso autostradale, trovando lo sbarramento predisposto dalle forze dell'ordine. Sul posto sono intervenuti gli agenti del XII Reparto Mobile di Reggio Calabria, i Carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia e la Digos della Questura vibonese.
Durante i momenti più concitati, un agricoltore si è sdraiato sull'asfalto, in lacrime, mentre altri manifestanti gli sono rimasti accanto. Il confronto con le forze dell'ordine è rimasto sotto controllo e l'accesso diretto all'autostrada è stato impedito, evitando un'escalation della situazione.
Al presidio di Pizzo era inoltre previsto l'arrivo di altri agricoltori provenienti dal Crotonese, con numerosi trattori diretti verso il punto di protesta. La mobilitazione, quindi, continua a mantenere una dimensione regionale, coinvolgendo diversi territori calabresi.
Nel frattempo, sulla Statale 106 i disagi alla circolazione restano legati alla presenza dei mezzi agricoli e alle iniziative dei manifestanti. A Davoli si sono registrati rallentamenti e code, mentre in un'occasione una donna avrebbe tentato di superare il blocco, rendendo necessario l'intervento della polizia.
Tra le richieste degli agricoltori non c'è soltanto una risposta al caro gasolio. Vengono segnalati anche i danni provocati dalla fauna selvatica, la concorrenza dei prodotti esteri e il livello dei prezzi riconosciuti alle aziende agricole. La protesta punta quindi a richiamare l'attenzione sulle condizioni complessive del settore.
La mobilitazione regionale è collegata all'iniziativa denominata “L'Italia scende in piazza”, promossa da diverse associazioni e comitati. Gli organizzatori hanno annunciato la prosecuzione dei presidi in vista della manifestazione nazionale prevista per il 10 ottobre a Cosenza.
Sul tema del caro carburante è intervenuta anche Cna Calabria. Il presidente Giovanni Cugliari ha riconosciuto gli interventi temporanei annunciati sul costo del carburante, sottolineando però la necessità, secondo l'associazione, di misure strutturali a sostegno delle imprese. Cna richiama inoltre le difficoltà legate alla forte dipendenza della Calabria dal trasporto su gomma e alle carenze infrastrutturali.
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