PSC Catanzaro, Barberio e Procopi: “Il futuro della città non può essere la somma di interessi privati”

I consiglieri comunali intervengono sul Piano Strutturale: “Strumento ancora in fase di confronto democratico, serve una visione basata su rigenerazione urbana, sostenibilità e interesse collettivo”

A cura di Redazione
28 maggio 2026 22:00
PSC Catanzaro, Barberio e Procopi: “Il futuro della città non può essere la somma di interessi privati” - Foto: Redazione
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Catanzaro - “Il confronto pubblico sul nuovo PSC è legittimo ed è persino utile, perché una città cresce anche attraverso il dibattito. Tuttavia, proprio perché si parla dello strumento urbanistico più importante per il futuro di Catanzaro, è necessario riportare la discussione su un terreno di chiarezza e responsabilità istituzionale.

Il Piano Strutturale Comunale non è ancora esecutivo. È stato adottato dalla Giunta ed è adesso sottoposto al percorso previsto dalla legge: Commissione, quindi confronto politico, interlocuzioni tecniche, osservazioni, e, successivamente, Consiglio comunale. Poi sarà depositato per 60 giorni nella casa comunale ed ogni singolo cittadino potrà esprimere osservazioni corredate da parere tecnico. È quindi uno strumento aperto al contributo democratico della città, non una decisione imposta né tantomeno un atto definitivo. Per questo motivo appare singolare che il dibattito venga spesso orientato come se il PSC dovesse coincidere con la tutela di aspettative edificatorie maturate nel tempo o con interessi localizzati in specifiche aree della città.

Un piano urbanistico moderno non nasce per cristallizzare rendite o consolidare espansioni avvenute senza una visione organica. Nasce invece per governare l’interesse generale, affrontare problemi reali e correggere errori accumulati in decenni di crescita disordinata. Le criticità evidenziate - traffico, carenza di parcheggi, difficoltà nei collegamenti, fragilità del centro storico - non vengono negate da nessuno. Anzi, sono esattamente le ragioni che rendono necessario superare definitivamente il vecchio modello urbanistico fondato sull’espansione continua e sul consumo di suolo.

La “città dei 15 minuti” non è uno slogan pubblicitario né la descrizione dell’esistente: è un obiettivo urbanistico e sociale verso cui tendere attraverso una programmazione graduale, sostenibile e concreta. Nessuna città europea che oggi rappresenta un modello di rigenerazione è nata già perfetta; tutte hanno dovuto prima cambiare visione. Ed è proprio questo il senso del Piano Strutturale Comunale: passare da una città che cresce consumando territorio a una città che rigenera ciò che già esiste, rafforza i servizi, recupera spazi abbandonati, valorizza i quartieri e rende più efficiente la mobilità.

Confondere il piano della città con la difesa di interessi particolari rischia di alterare il confronto pubblico. Il PSC non può essere la somma delle aspettative private sedimentate negli anni, soprattutto in territori già interessati da forti processi edificatori, come il quartiere Lido e le aree limitrofe. Deve invece rappresentare un equilibrio nuovo tra sviluppo, tutela ambientale, qualità urbana e interesse collettivo. Il tempo delle espansioni senza limiti e delle scelte prive di una visione complessiva appartiene al passato. Oggi Catanzaro ha finalmente l’occasione di discutere del proprio futuro con una prospettiva diversa: più moderna, più sostenibile e più equilibrata.

Il confronto continuerà nelle sedi istituzionali competenti, dove ogni osservazione sarà valutata nel merito. Ma è importante che la discussione resti ancorata a un principio fondamentale: il futuro urbanistico della città non può essere determinato dalla sommatoria di interessi individuali, bensì dall’interesse generale della comunità catanzarese".