Riforma della giustizia, incontro di FdI tra San Pietro a Maida e Curinga

Confronto pubblico con Wanda Ferro e Alfredo Antoniozzi: al centro referendum, separazione delle carriere e fiducia dei cittadini

A cura di Redazione
15 marzo 2026 18:00
Riforma della giustizia, incontro di FdI tra San Pietro a Maida e Curinga -
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Si è svolto nel pomeriggio di venerdì 13 marzo un partecipato incontro pubblico dedicato al tema della riforma della giustizia e del referendum, promosso dal circolo intercomunale di Fratelli d’Italia di San Pietro a Maida, Maida e Curinga. L’evento ha visto la presenza di esponenti politici, professionisti e cittadini interessati ad approfondire i contenuti della riforma e il suo possibile impatto sul sistema giudiziario italiano.

Ad aprire i lavori è stato Rinaldo Pasquale, coordinatore del circolo intercomunale, che ha ringraziato i presenti, gli ospiti intervenuti e i simpatizzanti per la partecipazione. Nel suo intervento introduttivo ha richiamato lo slogan che accompagna il referendum, “chi sbaglia paga”, sottolineando l’importanza di un confronto pubblico su un tema centrale per la democrazia e per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Successivamente ha preso la parola Andrea Davoli, componente della segreteria provinciale di Fratelli d’Italia, che ha avviato una riflessione sul rapporto tra cittadini e sistema giudiziario. Ha evidenziato come, nella percezione diffusa, la giustizia non venga sempre considerata pienamente equa e imparziale e come una riforma del sistema giudiziario possa contribuire a rafforzare la fiducia dei cittadini e a garantire una giustizia più efficiente e credibile. Davoli ha inoltre osservato come il dibattito sulla riforma si sia spesso trasformato in uno scontro politico tra favorevoli e contrari, allontanandosi talvolta dal merito delle questioni.

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Bruno Rachiele, studente di Giurisprudenza, che ha portato la prospettiva delle nuove generazioni. Nel suo contributo ha sottolineato come molti giovani abbiano progressivamente perso fiducia in diverse istituzioni, ribadendo però l’importanza che la giustizia resti un pilastro credibile dello Stato, fondato su equità, imparzialità e responsabilità.

Un approfondimento tecnico è stato offerto dall’avvocato Giulia Bifano, coordinatrice del comitato Sì Riforma di Lamezia Terme, che ha illustrato alcuni aspetti giuridici della riforma, definendola un progetto atteso da oltre trent’anni. Tra i punti centrali del suo intervento la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, indicata come uno strumento per garantire un giudice realmente terzo e imparziale, e il tema del sorteggio nella composizione degli organi di autogoverno della magistratura, richiamando riferimenti già presenti nella Costituzione. Secondo Bifano tali strumenti contribuirebbero a ridurre il peso delle correnti interne e a rafforzare l’autonomia effettiva dei magistrati.

A seguire è intervenuto l’onorevole Alfredo Antoniozzi, deputato di Fratelli d’Italia, che ha ricordato come il tema della riforma della giustizia abbia radici lontane, risalenti già agli anni Ottanta con le modifiche al processo penale introdotte dalla legge Vassalli. Antoniozzi ha sottolineato come molte delle riforme discusse oggi rappresentino il tentativo di completare un percorso rimasto a lungo incompiuto e ha evidenziato come il sistema del sorteggio possa contribuire a ridurre il peso delle correnti all’interno della magistratura.

Nel suo intervento conclusivo, l’onorevole Wanda Ferro, sottosegretaria al Ministero dell’Interno, ha osservato come il confronto sulla riforma della giustizia sia spesso avvenuto più nei talk show che nelle sedi istituzionali, parlando di una comunicazione pubblica talvolta caratterizzata da polemiche e informazioni distorte. Ferro ha ricordato alcuni casi di malagiustizia, citando dati su persone coinvolte in procedimenti giudiziari conclusi con assoluzioni dopo anni di processi o detenzione.

La sottosegretaria ha ribadito che la riforma si concentra su alcuni punti chiave, tra cui la separazione delle carriere, la revisione degli organi di autogoverno della magistratura e l’introduzione di strumenti di verifica per il lavoro dei magistrati. L’obiettivo indicato è rafforzare la fiducia dei cittadini nella giustizia, garantendo al tempo stesso rispetto per chi esercita la funzione giudiziaria e per i cittadini che chiedono processi equi e tempi certi.

Nel corso dell’incontro è stato anche ricordato il sacrificio dei magistrati che hanno perso la vita per difendere lo Stato, tra cui Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli della lotta alla mafia e del valore della giustizia in Italia