Scuole in Calabria: tra pioggia e Referendum è un continuo "apri e chiudi"

Tra allerte per il maltempo e votazioni, le famiglie accusano il colpo. A breve inizieranno anche le vacanze di Pasqua

A cura di Redazione
20 marzo 2026 14:00
Scuole in Calabria: tra pioggia e Referendum è un continuo "apri e chiudi" - Foto: Redazione
Foto: Redazione
Condividi

Calabria - Il referendum sulla giustizia in programma nei prossimi giorni sta sollevando non poche criticità, non solo sul piano politico e istituzionale, ma anche nella quotidianità di molte famiglie italiane. A pesare, infatti, è soprattutto l’impatto sull’organizzazione scolastica, che si traduce in ulteriori giorni di chiusura per numerosi istituti.

Chiusura per due giorni

Secondo quanto comunicato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in una recente circolare, le scuole che ospiteranno i seggi elettorali resteranno chiuse per diversi giorni. Una misura definita “per opportuna notizia e per quanto di competenza”, ma che di fatto comporta una sospensione anticipata delle attività didattiche per studenti e studentesse coinvolti.

In concreto, la chiusura si protrarrà fino a martedì. Un’interruzione che, per molti, si inserisce a ridosso delle vacanze di Pasqua 2026 previste dal 2 al 7 aprile, creando una sorta di “ponte prolungato” che, se da un lato può apparire come un’occasione di pausa, dall’altro rappresenta una difficoltà concreta per le famiglie.

In Calabria è un continuo "apri e chiudi"

Genitori lavoratori, in particolare, si trovano a dover gestire un calendario scolastico frammentato e poco prevedibile. L’organizzazione quotidiana diventa più complessa, soprattutto in assenza di servizi alternativi o di supporti familiari. A questo si aggiunge il fatto che, in alcune aree del Paese, come la Calabria, gli studenti hanno già accumulato numerosi giorni di assenza a causa delle recenti allerte meteo, che hanno portato a ulteriori chiusure degli istituti. A maggio, poi, sono previste anche le elezioni amministrative.

Si chiedono soluzioni alternative

Il dibattito resta aperto: c’è chi chiede soluzioni alternative, come l’individuazione di sedi diverse per i seggi o una rimodulazione del calendario scolastico, e chi invece sottolinea l’importanza di garantire il regolare svolgimento delle operazioni elettorali. Nel frattempo, però, a fare i conti con le conseguenze sono migliaia di famiglie, alle prese con una gestione sempre più complessa del tempo tra scuola, lavoro e vita quotidiana.

V. R.