Simeri Mare guarda al futuro: avviati i lavori della nuova chiesa di Santa Maria di Acquaviva
Alla cerimonia presenti l’arcivescovo Claudio Maniago, il sottosegretario Wanda Ferro e il viceprefetto Roberta Molè per l’avvio del cantiere
Una giornata destinata a rimanere nella memoria della comunità di Simeri Mare, che ha visto prendere forma un progetto atteso da generazioni. Tra emozione, partecipazione e spirito di condivisione, è stata infatti posata la prima pietra del nuovo complesso parrocchiale dedicato a Santa Maria di Acquaviva, opera destinata a diventare il cuore religioso e sociale della popolosa frazione costiera.
La cerimonia ha preso il via con la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, monsignor Claudio Maniago, che ha invitato i fedeli a considerare il nuovo edificio come il simbolo di una comunità chiamata a crescere nella fede e nella fraternità. Un messaggio accolto con partecipazione dai numerosi presenti che hanno riempito gli spazi della parrocchia per condividere un momento considerato storico.
Al termine della Messa, il corteo si è spostato nell’area dove sorgerà la nuova struttura. Qui si è svolto il rito della posa della prima pietra, accompagnato dalla benedizione dell’arcivescovo e dalla presenza delle istituzioni civili. Tra queste anche il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro e il viceprefetto Roberta Molè, che hanno voluto testimoniare la vicinanza delle istituzioni a un’opera destinata ad avere importanti ricadute sul territorio.
Il nuovo complesso parrocchiale nasce da un percorso progettuale avviato molti anni fa e sostenuto anche grazie al contributo della Conferenza Episcopale Italiana. Oltre alla nuova chiesa, più ampia e funzionale rispetto all’attuale struttura, il progetto comprende locali dedicati alla catechesi, attività formative, iniziative aggregative e la casa canonica, creando così uno spazio capace di rispondere alle esigenze pastorali e sociali della comunità.
Per i fedeli di Simeri Mare non si tratta soltanto dell’avvio di un cantiere, ma della realizzazione concreta di un sogno coltivato per decenni. La prima pietra rappresenta infatti il punto di partenza di un percorso che guarda alle nuove generazioni, con l’obiettivo di offrire un luogo di incontro, preghiera e condivisione destinato a diventare un riferimento stabile per tutto il comprensorio.
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