Società Italiana Accessi Vascolari, il catanzarese Pietro Maglio presidente nazionale
Dalla Calabria alla rete nazionale: oltre mille professionisti coinvolti e il riconoscimento ufficiale del Ministero della Salute per la società guidata da Pietro Maglio
La Siav, nata in Calabria, entra nell’elenco delle società scientifiche riconosciute dal Ministero della Salute e supera quota mille soci e professionisti coinvolti
Parte dalla Calabria e raggiunge una dimensione nazionale il percorso della Società Italiana Accessi Vascolari (Siav), realtà scientifica multidisciplinare che ha ottenuto il riconoscimento ufficiale del Ministero della Salute, entrando nell’elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie riconosciute.
A guidare la società a livello nazionale è il dottor Pietro Maglio, catanzarese, protagonista insieme a un’ampia rete di professionisti della crescita di un progetto nato in Calabria e sviluppatosi rapidamente su tutto il territorio italiano.
«È la coronazione di un lavoro imponente e condiviso», sottolinea il presidente della Siav, che evidenzia anche un altro importante traguardo: la società ha infatti superato la quota di mille soci e professionisti coinvolti nella propria rete, consolidando il passaggio da una realtà regionale a una presenza nazionale.
La Siav riunisce medici, infermieri e professionisti sanitari impegnati nella ricerca, nell’impianto, nella gestione e nel monitoraggio dei dispositivi di accesso vascolare. Una realtà nata con l'obiettivo di superare la frammentazione delle competenze e costruire una cultura scientifica condivisa su un settore sempre più centrale nella pratica clinica.
La rete nazionale coinvolge professionisti in numerose regioni. In Piemonte sono presenti Baudolino Mussa, Silvia Testa, Simone Costanzo e Carla Rigo; in Lombardia Giuseppe Caravella; in Veneto Renato Moresco e il PICC Team vicentino; in Liguria Francesco Ursino e Stefano Tipa; in Toscana Giovanni Giacomini; nel Lazio Giacomo Morano; in Abruzzo Alessandro Ferrieri e Anastasia Fusco; in Puglia Giuseppe Civetta; in Campania Giovanni Conte e Giuseppe Prata; in Basilicata GianVito Corona; in Calabria Santo Soluri, Paolo Marinaro, Carmelo Buda, Lorenzo Malaspina, Giuseppe Casile e Giovanna Cavaliere; in Sardegna Marco Vidili e in Sicilia Vincenzo Modera.
«Il bisogno di rigore scientifico, formazione continua e multidisciplinarietà era fortissimo – spiega Pietro Maglio –. Il progetto, nato in Calabria, ha avuto il sostegno di tutte le Aziende sanitarie e ospedaliere, dell’A.O.U. Dulbecco di Catanzaro, con il direttore generale Simona Carbone, e del mondo accademico con i professori Garofalo, Bruni e Longhini. Si è trasformato in un forte vento che ha unito oltre mille professionisti da ogni parte d’Italia».
Un risultato che ha attirato anche l’attenzione del mondo culturale e associativo calabrese. Sono infatti diverse le candidature per l’assegnazione del Premio Mar Jonio, fondato da Luigi Stanizzi, al presidente nazionale della Siav, dottor Pietro Maglio, a testimonianza del rilievo assunto dal percorso scientifico e professionale della società.
Il riconoscimento del Ministero della Salute arriva inoltre a poche settimane dal secondo congresso nazionale della Siav, in programma a Vicenza, dedicato al tema “Oltre il dispositivo: la nuova era degli accessi vascolari tra scienza, organizzazione e cura”.
L’appuntamento sarà l’occasione per fare il punto sulle principali evoluzioni cliniche e tecnologiche del settore, affrontando anche il rapporto tra intelligenza artificiale e accessi vascolari e il ruolo che le nuove tecnologie potranno assumere nella pratica clinica.
Per la Calabria, e in particolare per Catanzaro, il percorso della Siav rappresenta dunque un risultato di rilievo: un’esperienza nata sul territorio che, in pochi mesi, è riuscita a costruire una rete nazionale di oltre mille professionisti e a ottenere il riconoscimento istituzionale del Ministero della Salute.
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