Sorbo San Basile - Al Mabos la residenza d’artista di Davide Dormino

Lo scultore realizzerà “Sovvertito”, un’opera monumentale che invita a guardare la forza da un’altra prospettiva

A cura di Redazione
30 settembre 2026 18:00
Sorbo San Basile - Al Mabos la residenza d’artista di Davide Dormino - Foto:  Davide Dormino
Foto: Davide Dormino
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Sorbo San Basile – Il potere che cade, la forza che si fa fragilità, il dominio che si ribalta nel suo contrario. È attorno all’idea di catastrofe, intesa nella sua radice etimologica di katà (“giù”) e strophé (“voltare”), che si sviluppa “Come un albero a ciel sereno”, la residenza d’artista con cui il MABOS – Museo d’Arte del Bosco della Sila conclude la nona edizione di Sense, il progetto culturale che da anni intreccia arte, natura, territorio e partecipazione nel cuore della Sila Piccola catanzarese.

Ad arricchire la residenza sarà la presenza, in qualità di Visiting Curator, dell’antropologo, artista e curatore indipendente Giorgio De Finis, ideatore e curatore del MAAM - Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia e fondatore e direttore del DiF Museo diffuso della città di Formello. Oltre a curare il testo critico, contribuirà a sviluppare nuove connessioni e progettualità attorno al Mabos.

“Sovvertito”, la forza che diventa fragilità

«Quelli che nominavano le cose la chiamarono catastrofe», spiega Antonio Tropiano, amico del Mabos, introducendo il significato della residenza. «Avevano chiaramente in mente l’idea di un ribaltamento, di un capovolgimento, di qualcosa che arriva e sovverte tutto. I greci certe cose le sapevano, ed è così che avrebbero definito la fine di un ordine, l’inversione del potere, il riscatto dell’opposto».

È proprio a questo ribaltamento che Dormino prova a dare forma attraverso “Sovvertito”, opera che affronta uno dei temi ricorrenti nella ricerca dell’artista: le dinamiche del potere e il rapporto tra forza, dominio, fragilità e diritti civili.

La scultura nasce da una lettura politica dell’arte, ma non si esaurisce nella dimensione della denuncia. Al centro c’è la possibilità di trasformare la materia e, attraverso di essa, lo sguardo sulla realtà. L’energia violenta e incontrollabile diventa materia inerme e arsa; la forza cede alla resa, conservandone però la forma e lo spirito vitale.

Nel legno, la figura scolpita racconta il bagliore improvviso della caduta, il fragore del crollo di un potere. Il tracciato della folgore diventa la rappresentazione di una supremazia che precipita nel suo contrario: ciò che era manifestazione del dominio si trasforma in riscatto del vinto. La violenza si fa sconfitta e il gesto dello scultore diventa un atto di sovversione: trasformare il potere da strumento di controllo in condizione di fragilità.

L’opera dialogherà con gli alberi del bosco

Per Davide Dormino il rapporto con il Mabos nasce da un incontro avvenuto due anni fa, quando visitò per la prima volta il museo su invito del fondatore, Mario Talarico. «Rimasi colpito dall’aspetto ludico e dal potenziale artistico e culturale del luogo. Talarico mi aveva invitato per immaginare un progetto. E io lo feci», racconta Dormino. «Il mio intento fu da subito quello di usare la natura non come un semplice sfondo ma come interlocutrice. Poi, come ogni tanto succede, il tempo, grande scultore, decise che non era il momento». Il progetto, rimasto in attesa, ha continuato a maturare fino a trovare oggi la sua forma.

L’opera “Sovvertito” sarà svelata domenica 11 ottobre alle ore 10.30, durante la cerimonia di inaugurazione presso il Mabos, e nasce per confrontarsi con il luogo attraverso una relazione fisica e simbolica con gli alberi. «È pensata per instaurare un dialogo con la verticalità degli alberi che la circondano. Ne riprende la scala e la materia, ma ne sovverte la funzione: non cresce verso il cielo, bensì giace orizzontalmente, come un albero abbattuto», spiega Dormino.

La scultura entra dunque nel paesaggio non per mimetizzarsi, ma per modificarne la lettura. La verticalità degli alberi, simbolo di crescita e tensione verso l’alto, incontra la dimensione orizzontale della caduta. È in questo scarto che prende forma il significato di “Sovvertito”: un’opera che mette in discussione l’ordine naturale delle cose e invita a guardare la forza da un’altra prospettiva.

«Nel corso degli anni, il nostro progetto si è sempre più consolidato mettendo in relazione artisti, curatori, comunità e territorio per trasformare il bosco in uno spazio di ricerca e produzione contemporanea. Questa residenza di prestigio chiude la nona stagione di Sense, diventata negli anni un appuntamento atteso, riconosciuto e partecipato», commenta Talarico, già pronto a programmare i prossimi passi nella magia del Museo d’arte del bosco della Sila, dove quotidianamente l’arte risponde agli stimoli di un luogo dalla voce antichissima.