AUTONOMIA

SPELL, a Catanzaro un progetto per l’autonomia delle donne vittime di violenza

Formazione, lavoro e competenze digitali: il Centro Calabrese di Solidarietà accompagnerà 100 donne in un percorso quadriennale verso l’indipendenza

A cura di Redazione
07 novembre 2026 20:00
SPELL, a Catanzaro un progetto per l’autonomia delle donne vittime di violenza - Foto: Uff Stampa Centro calabrese di solidarietà
Foto: Uff Stampa Centro calabrese di solidarietà
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CATANZARO - Uscire dalla violenza significa anche poter ricominciare a costruire il proprio futuro, senza dipendere da altri. Significa ritrovare fiducia, acquisire competenze e, soprattutto, conquistare quell'autonomia economica che rappresenta una condizione fondamentale per lasciarsi alle spalle situazioni di sopraffazione e ricominciare a vivere liberamente. È da questa consapevolezza che nasce SPELL - Storytelling, Photography, Events, Language & Life, il progetto promosso dal Centro Calabrese di Solidarietà ETS, presieduto da Isolina Mantelli, finanziato nell'ambito dell'avviso pubblico regionale “Donne Libere”, attraverso le risorse del PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027.

L'iniziativa si svilupperà nell'arco di quattro anni e coinvolgerà 100 donne che hanno vissuto esperienze di violenza, offrendo loro strumenti concreti per costruire un nuovo percorso personale e professionale. L'obiettivo non si limita alla formazione, ma punta a creare opportunità di inserimento lavorativo e condizioni che consentano alle partecipanti di raggiungere una reale indipendenza.

Il progetto si inserisce nell'attività che il Centro Calabrese di Solidarietà porta avanti da anni attraverso il Centro Antiviolenza e la Casa Rifugio “Mondo Rosa” di Catanzaro. Un'esperienza maturata accanto a donne che, dopo aver affrontato situazioni di violenza, si trovano spesso a dover ricostruire contemporaneamente la propria vita affettiva, familiare ed economica, superando isolamento, difficoltà lavorative e interruzioni dei percorsi di studio.

SPELL punta a trasformare l'accoglienza in un'occasione concreta di emancipazione. Le beneficiarie saranno accompagnate attraverso attività individualizzate di ascolto, orientamento e riconoscimento delle competenze, con il supporto delle operatrici del Centro Antiviolenza e di un'équipe multidisciplinare.

La parte formativa si concentrerà su ambiti professionali legati alla fotografia, alla comunicazione digitale, allo storytelling e all'organizzazione di eventi. Il programma comprende la certificazione informatica ICDL, un percorso professionalizzante di 300 ore e 10 tirocini extracurriculari, accompagnati da attività di tutoraggio e supporto all'inserimento nel mondo del lavoro.

Non si tratterà soltanto di lezioni teoriche. È prevista la realizzazione di un laboratorio permanente, attrezzato con strumenti informatici e software professionali, nel quale le partecipanti potranno mettere in pratica quanto appreso e sperimentare le diverse attività, dalla creazione di contenuti digitali alla progettazione di iniziative culturali.

Le donne coinvolte avranno inoltre un ruolo attivo nella comunicazione del progetto. Potranno contribuire alla realizzazione di un magazine digitale, alla gestione dei canali social e all'organizzazione di eventi pubblici. Un modo per valorizzare capacità e creatività, restituendo alle partecipanti la possibilità di essere protagoniste del proprio percorso e non soltanto destinatarie di interventi di sostegno.

Tra gli obiettivi più ambiziosi figura anche la possibilità di accompagnare alcune beneficiarie nella costituzione di una cooperativa sociale multiservizio, che possa garantire occasioni di lavoro anche oltre la conclusione del progetto. Un percorso che si collegherà a WITCH, iniziativa complementare orientata allo sviluppo di competenze artigianali e digitali nei settori della moda e della sartoria.

Per rendere effettivamente accessibile la partecipazione, SPELL prevede anche servizi di sostegno psicologico e sociale, attività dedicate ai figli delle donne coinvolte e voucher per rispondere ai bisogni primari. Un insieme di interventi pensato per non lasciare sole le beneficiarie durante un cammino che richiede tempo, accompagnamento e condizioni concrete di stabilità.

Il progetto affronta una delle questioni centrali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza: la possibilità di raggiungere un'indipendenza economica. In un territorio come quello calabrese, dove le difficoltà di accesso al lavoro rappresentano un ostacolo significativo per molte donne, acquisire competenze professionali e trovare un'occupazione può fare la differenza.

Con SPELL, il Centro Calabrese di Solidarietà ETS punta dunque a costruire un collegamento tra protezione, formazione e lavoro. Perché la libertà non si conquista soltanto lasciandosi alle spalle la violenza, ma anche attraverso la possibilità di scegliere, lavorare e progettare autonomamente il proprio domani.