Tis, fino a mille lavoratori a rischio: i sindacati chiedono un tavolo urgente

NIdiL CGIL, Felsa CISL e UILTemp sollecitano la Regione Calabria: ritardi su graduatorie, indennità e percorsi di stabilizzazione, servono soluzioni immediate per evitare nuove esclusioni

A cura di Redazione
24 marzo 2026 16:15
Tis, fino a mille lavoratori a rischio: i sindacati chiedono un tavolo urgente - Foto: Redazione
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Le organizzazioni sindacali NIdiL CGIL, Felsa CISL e UILTemp, a seguito di una segreteria unitaria svolta nei giorni scorsi, fanno il punto sul percorso in atto relativo ai Tirocini di Inclusione Sociale (TIS) in Calabria e sulle ulteriori criticità ancora aperte. In queste settimane si stanno registrando le prime sottoscrizioni dei contratti di lavoro a tempo indeterminato, elemento che conferma come il percorso condiviso con la Regione Calabria stia iniziando concretamente a produrre risultati.

Si tratta di un passaggio importante che riconosce il lavoro svolto e rafforza la direzione intrapresa. Tuttavia, permane una platea ancora molto ampia di lavoratori che non ha ancora sottoscritto alcun contratto, in attesa della pubblicazione delle graduatorie definitive da parte dei Centri per l’Impiego e delle conseguenti assunzioni da parte degli enti locali. Parallelamente, emerge con chiarezza la situazione dei lavoratori che non rientreranno nei percorsi di stabilizzazione presso i Comuni.

In particolare: • 396 lavoratori, già usciti dai tirocini nel luglio scorso, sono stati presi in carico dai CPI e avviati verso percorsi formativi che dovranno partire a breve;

• a questi si aggiungono 76 lavoratori fuoriusciti nel mese di novembre, che ad oggi non hanno percepito alcuna indennità, per i quali si chiede inoltre l’anticipo della tantum di 2.000 euro, già riconosciuta agli altri lavoratori nel mese di dicembre, da erogare prima delle festività pasquali;

• ulteriori lavoratori deriveranno dai Comuni in dissesto o pre-dissesto e da quanti non rientreranno nelle graduatorie. Secondo una stima sindacale, il bacino dei lavoratori che rischia di rimanere escluso dai processi di stabilizzazione potrebbe attestarsi tra le 800 e le 1.100 unità. Per queste persone è indispensabile costruire un percorso certo, rapido e strutturato, che vada oltre la sola formazione e garantisca una reale prospettiva occupazionale.

Le organizzazioni sindacali chiedono pertanto alla Regione Calabria: • di accelerare l’avvio dei percorsi formativi, anche nell’ambito del programma GOL;

• di definire soluzioni concrete e definitive, indicando tempi certi di attuazione, per tutti i lavoratori esclusi dalla stabilizzazione;

• di affrontare con urgenza il tema delle indennità non percepite da parte dei lavoratori fuoriusciti. Inoltre, si evidenzia la necessità di intervenire su ulteriori situazioni aperte:

• per i lavoratori della legge 6 impegnati presso Fincalabra, per i quali è stata disposta una proroga fino a settembre, è necessario un intervento normativo che consenta la stabilizzazione delle 38 unità attualmente con contratto di collaborazione;

• per i lavoratori rientranti nelle Leggi regionali 40 e 15, in particolare quelli operanti nei Parchi, si richiama la Regione al rispetto degli impegni assunti nei tavoli precedenti e alla definizione dei percorsi annunciati. Alla luce di quanto esposto, NIdiL CGIL, Felsa CISL e UILTemp chiedono un incontro urgente al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e all’assessore al Lavoro Giovanni Calabrese, al fine di definire in maniera organica e definitiva tutte le questioni ancora aperte. Le organizzazioni sindacali ribadiscono la necessità di non lasciare indietro nessun lavoratore e di completare un percorso che deve garantire stabilità, dignità e prospettive reali a tutti.