“Tornate in Calabria”, appello del dott. Madeo per una Sanità d'eccellenza al servizio dei cittadini

"Mi sono laureato da poco all’Università di Parma. Invito i miei colleghi calabresi che lavorano al Nord e al Centro Italia a rientrare in Calabria per contribuire a valorizzare questo terra"

A cura di Redazione
03 luglio 2026 07:30
“Tornate in Calabria”, appello del dott. Madeo per una Sanità d'eccellenza al servizio dei cittadini - Foto: Instagram - Roberto Occhiuto
Foto: Instagram - Roberto Occhiuto
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Il presidente della Regione ha condiviso su Instagram il video del giovane neolaureato in Medicina, Mattia Madeo, che racconta la propria scelta di rientrare in Calabria dopo gli studi all’Università di Parma e rivolge un appello ai colleghi calabresi che lavorano fuori regione.

«Ho deciso di tornare in Calabria perché sentivo questa necessità. Mi sono laureato da poco all’Università di Parma e inizialmente avevo maturato la sensazione di aver chiuso i rapporti con la mia terra, anche a causa di esperienze poco piacevoli», ha raccontato Madeo.

Il giovane medico ha spiegato come l’emergenza botulino abbia rappresentato un punto di svolta: «Durante quei giorni, seguendo i servizi televisivi, ho sentito spesso parlare il professor Bruni. Ho deciso di scrivergli una mail e ho ricevuto una risposta immediata, con grande disponibilità ed entusiasmo. Da lì è nata la collaborazione e ho avuto modo di conoscerlo personalmente».

Madeo ha quindi sottolineato il percorso intrapreso dopo la laurea: «Mi è stata data la possibilità di frequentare l’Azienda ospedaliera e il 21 luglio parteciperò al concorso per la scuola di specializzazione, concorrendo esclusivamente per la sede interateneo dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e dell’Unical».

Parlando della sanità calabrese, il giovane medico ha evidenziato segnali di cambiamento: «Ho trovato grossi miglioramenti, maggiore attenzione alla persona, alla cura e alla ricerca. Ho trovato soprattutto una rianimazione aperta».

Infine, l’appello ai colleghi: «Invito i miei colleghi calabresi che lavorano al Nord e al Centro Italia a rientrare in Calabria per contribuire a valorizzare questo territorio, spesso sottovalutato. C’è ancora tanto lavoro da fare, ma siamo sulla strada giusta».