Torre di Ruggiero, Monsignor Maniago: «Abbiate il coraggio dell’essenziale»

L’Arcivescovo di Catanzaro-Squillace ha aperto il nuovo cammino pastorale richiamando le parole di Papa Leone XIV: ripartire da Cristo, costruire la pace e tornare a trasmettere la fede alle nuove generazioni

A cura di Redazione
10 settembre 2026 10:00
Torre di Ruggiero, Monsignor Maniago: «Abbiate il coraggio dell’essenziale» - Foto: Redazione
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TORRE DI RUGGIERO – Ripartire dall’essenziale, senza nostalgie e senza cedere al pessimismo. È questo il messaggio consegnato da Mons. Claudio Maniago, Arcivescovo di Catanzaro-Squillace, alla comunità ecclesiale in occasione della festa di Santa Maria delle Grazie a Torre di Ruggiero.

Un momento di fede che è diventato anche l’occasione per guardare al nuovo anno pastorale e interrogarsi sulle sfide che attendono le comunità cristiane. Al centro dell’omelia dell’Arcivescovo è tornata più volte una parola: coraggio. Non un coraggio inteso come forza o come capacità di affrontare i pericoli, ma quello che nasce dalla consapevolezza di non essere soli e dalla capacità di riconoscere ciò che conta davvero.

«Dovete avere il coraggio dell’essenziale»: è il richiamo di Papa Leone XIV che Mons. Maniago ha fatto proprio, trasformandolo in una domanda rivolta alle comunità: che cosa è veramente importante nella vita cristiana?

La risposta, per l’Arcivescovo, è chiara: Gesù Cristo. «La cosa più importante è il Signore Gesù. È la sua morte e risurrezione per noi, è la nostra salvezza». Da questa centralità prendono senso la Parola, l’Eucaristia e i sacramenti, che non possono essere vissuti semplicemente come consuetudini o occasioni di festa.

Anche la devozione popolare, ha sottolineato Mons. Maniago, trova il proprio significato proprio nel rapporto con Cristo. La processione di Torre di Ruggiero, partecipata e vissuta con entusiasmo dalla comunità, non perde il suo valore, ma deve continuare a essere espressione di una fede autentica. Maria, infatti, non allontana da Cristo, ma conduce a Lui.

Il coraggio di costruire la pace

Un altro passaggio centrale dell’omelia ha riguardato la pace. L’Arcivescovo ha richiamato l’attenzione non soltanto sulle guerre che attraversano il mondo, ma anche sul modo in cui le relazioni quotidiane possono trasformarsi in luoghi di conflitto.

«Viviamo in un mondo in cui le parole sono armi», ha osservato, evidenziando come anche il linguaggio possa diventare uno strumento per aggredire e ferire.

La costruzione della pace, dunque, deve partire dalle relazioni più vicine: dalle famiglie, dalle comunità, dai paesi e anche dalla stessa Chiesa. Mons. Maniago ha invitato a riconoscere con coraggio limiti ed errori, non per alimentare il rimpianto, ma per provare a correggerli e costruire relazioni nuove.

«Comunità capaci di generare alla fede»

Tra le sfide indicate dall’Arcivescovo c’è poi quella della trasmissione della fede alle nuove generazioni.

La parola chiave è generare. Le comunità cristiane, ha spiegato Mons. Maniago, sono chiamate a essere comunità capaci di «generare la fede», trasmettendola attraverso percorsi realmente capaci di accompagnare bambini, ragazzi e famiglie.

Da qui la necessità di ripensare anche il catechismo, la formazione e la preparazione ai sacramenti. Non semplici appuntamenti da rispettare, ma veri percorsi attraverso i quali una persona possa «nascere e crescere nella fede».

Un impegno che coinvolgerà la Diocesi di Catanzaro-Squillace nel nuovo cammino pastorale, con l'obiettivo di interrogarsi su come rendere nuovamente belli, significativi e capaci di coinvolgere i percorsi attraverso i quali le comunità trasmettono la fede alle nuove generazioni.

Da Torre di Ruggiero, dunque, arriva una consegna precisa: ripartire da Cristo, ritrovare il senso dell’essenziale, disarmare le parole, costruire la pace e avere il coraggio di guardare al futuro.

Un invito che Mons. Maniago ha sintetizzato nella richiesta di «più coraggio a vivere davvero da cristiani», con lo sguardo rivolto a Cristo e accompagnati da Maria.