(VIDEO) Latitante albanese rientra in Italia: deve scontare 27 anni di carcere
Era ricercato per traffico di droga nell’inchiesta “Gentleman II”: deve scontare una pena complessiva di 27 anni e 6 mesi di reclusione
È rientrato nei giorni scorsi in Italia, scortato dal personale dell’Unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ’Ndrangheta) del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, il latitante albanese Smajlaj Fisnik, destinatario di un Mandato di Arresto Europeo emesso nell’ambito di un procedimento coordinato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro.
Nei suoi confronti era stato disposto un provvedimento di custodia cautelare in carcere per reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Smajlaj era coinvolto nell’inchiesta denominata “Gentleman II”, che aveva portato, il 2 maggio 2023, all’emissione da parte del G.I.P. del Tribunale di Catanzaro di misure cautelari nei confronti di 25 persone.
L’operazione aveva riguardato 19 persone destinatarie della custodia cautelare in carcere, quattro ai domiciliari e due sottoposte all’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria. Contestualmente era stato disposto il sequestro preventivo di beni riconducibili agli indagati per un valore complessivo di circa 3,8 milioni di euro.
L’indagine tra Calabria, Germania e Belgio
Il provvedimento, richiesto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, rappresentava l’esito di una complessa attività investigativa condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e G.I.C.O. di Catanzaro, in collaborazione con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza.
A partire dal 2020 le indagini erano state sviluppate anche attraverso una Squadra Investigativa Comune con le forze di polizia della Germania e del Belgio, con il supporto della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga ed Europol, sotto il coordinamento delle rispettive autorità giudiziarie e di Eurojust.
Secondo quanto emerso dalle investigazioni, l'organizzazione avrebbe avuto una base operativa nella provincia di Cosenza, in particolare tra Cassano allo Ionio, Corigliano Calabro e la Sibaritide, con ramificazioni in Germania e un'attività finalizzata all'importazione di ingenti quantitativi di cocaina, eroina e hashish.
Oltre 30 chili di eroina
Nell'ambito di “Gentleman II”, Smajlaj Fisnik era stato deferito all'autorità giudiziaria per le violazioni previste dagli articoli 73 e 74 del D.P.R. 309/90. Gli investigatori lo avevano individuato, secondo l'impostazione accusatoria, come fornitore di oltre 30 chili di eroina destinati alla cosca Abbruzzese di Cassano allo Ionio.
Al momento dell'esecuzione del provvedimento restrittivo, però, il cittadino albanese si era reso irreperibile. Da qui l'attivazione delle procedure per estendere le ricerche anche a livello internazionale, fino alla sua individuazione e al successivo rientro in Italia.
L'intervento per alterare le impronte digitali
Un elemento emerso durante le investigazioni e la successiva procedura estradizionale riguarda i sistemi utilizzati dal latitante per sottrarsi all'identificazione.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nel 2021 Smajlaj si sarebbe sottoposto a un intervento chirurgico finalizzato ad alterare e invertire le proprie impronte digitali, nel tentativo di rendere più difficoltoso il riconoscimento da parte delle autorità.
Un nome già emerso in altre inchieste
Il nome di Smajlaj Fisnik era già comparso in precedenti indagini di polizia giudiziaria sin dai primi anni Duemila, dove sarebbe stato individuato come broker di sostanze stupefacenti al servizio di organizzazioni criminali siciliane e calabresi.
Nel 2006 era stato arrestato per reati legati al traffico di droga e nel 2008 era stato espulso dal territorio italiano. Secondo gli investigatori, avrebbe tuttavia continuato dall'estero a gestire le consegne di stupefacenti.
Il suo nome era comparso anche nei procedimenti della Procura Distrettuale di Catanzaro denominati “Skoder” e “Gentleman”, nei quali veniva indicato, rispettivamente, come broker della droga per la famiglia Magliari, appartenente alla Locale di Altomonte, e per il clan Abbruzzese di Cassano allo Ionio.
Per le diverse contestazioni è intervenuta una condanna definitiva. La Corte d'Appello di Catanzaro, il 12 gennaio 2023, aveva emesso un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti, determinando una pena complessiva di 27 anni e 6 mesi di reclusione.
Il rientro in Italia del latitante chiude così una lunga fase di ricerca internazionale, sviluppata attraverso la cooperazione tra le forze di polizia e le autorità giudiziarie di diversi Paesi europei.
32.8°