(Video) Panci: «La Calabria ha bisogno di infrastrutture e rigenerazione»

Il presidente nazionale dell'Ordine degli Architetti a Crotone

A cura di Redazione
30 settembre 2026 19:45
(Video) Panci: «La Calabria ha bisogno di infrastrutture e rigenerazione» - Foto: Redazione
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Crotone - La Calabria ha bisogno di infrastrutture più efficienti, di collegamenti più rapidi tra i territori e di una strategia di rigenerazione urbana capace di rendere più sicuro ed efficiente il patrimonio edilizio esistente. È questa, in sintesi, la visione espressa da Alessandro Panci, presidente nazionale dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, arrivato a Crotone in occasione del primo appuntamento pubblico della Rete delle Professioni Tecniche della Provincia di Crotone, dal titolo  convegno “Etica, Deontologia e Responsabilità nelle Professioni Tecniche – Competenza, Integrità e Servizio per la Qualità del Progetto e la Tutela della Collettività” che si è svolto lo scorso lunedì.

Il primo nodo è quello delle infrastrutture

Per Panci, una delle esigenze più evidenti della Calabria è la possibilità di raggiungere le diverse località in tempi adeguati e con modalità efficienti. Una questione che riguarda anche la mobilità interna alla regione.
«Può sembrare strano – osserva Panci – ma nella realtà non è così semplice spostarsi anche all’interno della Calabria». Da qui la necessità di mettere a sistema i collegamenti e di accompagnare ogni eventuale grande opera con una riflessione sulle ricadute economiche e sociali sui territori interessati.
Ponte sullo Stretto e infrastrutture: «La Calabria deve accelerare»
Nel ragionamento del presidente nazionale degli Architetti entra inevitabilmente anche il tema del Ponte sullo Stretto. Panci ricorda il ruolo del Consiglio nazionale all’interno del Consiglio superiore dei lavori pubblici e sottolinea l’importanza delle valutazioni che riguardano un'opera destinata ad avere effetti sul sistema territoriale.
Al di là della realizzazione del ponte, però, secondo Panci c’è una priorità che riguarda direttamente la Calabria: accelerare il miglioramento delle infrastrutture regionali.

Rigenerazione urbana e bonus: «Bisogna incentivare la sicurezza del patrimonio»

Altro grande capitolo affrontato da Panci è quello della rigenerazione urbana, che si intreccia con la necessità di intervenire su un patrimonio edilizio spesso datato e caratterizzato da criticità sotto il profilo della sicurezza e dell’efficienza energetica.
In vista della discussione sulla legge di bilancio, il presidente nazionale degli Architetti ribadisce la posizione favorevole del Consiglio nazionale al mantenimento degli incentivi destinati all'efficientamento energetico, al miglioramento sismico e alle ristrutturazioni.
L'obiettivo, secondo Panci, è trasformare l'incentivo fiscale in uno strumento di prevenzione e di miglioramento strutturale del patrimonio immobiliare. Un patrimonio più sicuro ed efficiente significa, infatti, anche ridurre la necessità di interventi pubblici straordinari in occasione, ad esempio, di calamità naturali.
Una strategia che, nella sua prospettiva, produce un doppio beneficio: da una parte riduce il peso economico che ricade sullo Stato quando si verificano eventi calamitosi, dall'altra contribuisce al miglioramento complessivo della qualità urbana e del benessere dei cittadini.

Crotone, il nodo dei collegamenti e la valorizzazione dei territori interni

Parlando di Crotone, Panci individua innanzitutto nella mobilità uno dei temi sui quali intervenire. La presenza dell’aeroporto rappresenta, a suo giudizio, una risorsa importante perché consente di raggiungere rapidamente la città, ma non può essere l’unica risposta alle esigenze di collegamento del territorio.
«Meno semplice è arrivare naturalmente in auto o in treno», osserva Panci, indicando quindi la necessità di una maggiore attenzione alle infrastrutture che consentano di raggiungere Crotone in modo più semplice e non soltanto attraverso il trasporto aereo.
Ma accanto alle infrastrutture c'è un'altra partita che il presidente nazionale degli Architetti considera strategica: la valorizzazione del territorio.
Panci guarda in particolare alle aree interne e cita l'area dei Calanchi come una realtà dalle forti potenzialità: «È un'area estremamente affascinante che potrebbe dare quel qualcosa in più alla città», afferma, sottolineando come Crotone, pur beneficiando della presenza del mare, possa costruire una relazione più forte con il territorio interno.
La sfida, dunque, non è soltanto far conoscere questi luoghi, ma creare le condizioni per poterli vivere, raggiungere e gestire in maniera adeguata. Una valorizzazione che potrebbe contribuire ad ampliare l'offerta territoriale e a rafforzare il legame tra la città e il suo entroterra.

Il ruolo di Francesco Livadoti nel Consiglio nazionale

Un passaggio importante dell'intervista riguarda infine il rapporto tra il Consiglio nazionale degli Architetti e gli ordini territoriali, con particolare attenzione alla realtà crotonese.
In questo quadro assume un rilievo particolare l'elezione di Francesco Livadoti nel Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori per il quinquennio 2026-2031.
Già presidente dell'Ordine degli Architetti di Crotone, Livadoti si è distinto negli anni per il suo impegno nella crescita e nella valorizzazione della comunità professionale, promuovendo progetti, collaborazioni istituzionali e occasioni di confronto culturale e tecnico.
Per Panci, la presenza di un rappresentante proveniente da un ordine di dimensioni più contenute all'interno del Consiglio nazionale costituisce un'opportunità per mettere in relazione realtà professionali molto diverse.

Una Calabria da connettere e rigenerare

Dalle parole di Panci emerge così una visione che tiene insieme infrastrutture, qualità urbana, sicurezza del patrimonio edilizio e valorizzazione del territorio. Per la Calabria, e per Crotone in particolare, la sfida non riguarda soltanto la realizzazione di nuove opere, ma anche la capacità di rendere più accessibile ciò che già esiste, recuperare e mettere in sicurezza il patrimonio edilizio e valorizzare quelle aree che finora sono rimaste ai margini dei principali circuiti di sviluppo. Un processo nel quale il sistema degli ordini professionali può avere un ruolo di raccordo tra istituzioni, professionisti e comunità locali.