Villaggio Mancuso, storia e cultura in più lingue: sempre più stretto il legame tra Sila e Lamezia

La storia del villaggio, scritta dalla lametina Antonietta Vincenzo, è ora raccontata anche ai turisti stranieri attraverso pannelli in inglese, francese e tedesco

A cura di Redazione
31 agosto 2026 13:00
Villaggio Mancuso, storia e cultura in più lingue: sempre più stretto il legame tra Sila e Lamezia - Foto Uff. Stampa PRS Agenzia di Stampa
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Un racconto che attraversa la storia, l’arte e la cultura della Sila Piccola e che oggi parla anche più lingue. È questo il nuovo tassello nel percorso di valorizzazione di Villaggio Mancuso, dove la storia della località, scritta dalla scrittrice lametina Antonietta Vincenzo, è stata tradotta in inglese, francese e tedesco e installata su una serie di pannelli visibili ai turisti.

L’iniziativa, promossa da Mario Garofalo, presidente del Comitato “La Siletta”, nasce dalla curiosità e dall’interesse mostrati nel tempo dai numerosi visitatori stranieri verso il racconto dedicato al villaggio. Un modo per rendere accessibile a un pubblico sempre più ampio la storia di uno dei luoghi simbolo della montagna catanzarese.

La storia del villaggio in diverse lingue

Con il saluto “History of Villaggio Mancuso”, i pannelli accompagnano i visitatori alla scoperta delle origini del borgo e del suo sviluppo. Il testo, nato dalla penna di Antonietta Vincenzo, ripercorre la vicenda imprenditoriale di Eugenio Mancuso, legata alla grande crisi economica del 1929.

Il giovane imprenditore catanzarese si ritrovò allora con un ingente quantitativo di legname invenduto e con una vasta area boschiva che comprendeva una segheria sul Colle della Poverella, nella Sila Piccola. Da quelle difficoltà nacque un’intuizione destinata a cambiare il volto del territorio: utilizzare il legname per costruire un villaggio con edifici in legno, tetti fortemente spioventi e uno stile architettonico ispirato alle case di montagna delle Dolomiti.

Il Grande Albergo delle Fate e il cinema

Il progetto prese rapidamente forma, dando vita a un luogo dal fascino particolare, dominato dal Grande Albergo delle Fate, inaugurato il 16 agosto 1931. La struttura è stata scelta negli anni come location cinematografica, ospitando anche le riprese del film Il lupo della Sila, con Amedeo Nazzari e Silvana Mangano.

Il villaggio e il suo albergo sono stati inoltre frequentati da personalità del cinema e dello spettacolo, tra cui Raf Vallone, Sofia Loren, Vittorio Gassman e Giovanna Ralli, in occasione di eventi e premiazioni.

Dichiarato monumento storico nazionale, il Grande Albergo delle Fate è stato inserito tra i beni oggetto di attenzione del progetto “I Luoghi del Cuore” del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale.

Un progetto nato dalla collaborazione

Quattro anni fa, Mario Garofalo aveva già coinvolto Antonietta Vincenzo in un progetto dedicato alla memoria e alla valorizzazione di Villaggio Mancuso. Da quella collaborazione è nata l’installazione di un grande pannello in legno con immagini e storia della località.

La traduzione del racconto in diverse lingue rappresenta oggi un ulteriore sviluppo di quell’iniziativa e rafforza il rapporto tra il territorio silano e la città di Lamezia Terme, attraverso il lavoro della scrittrice lametina e l’impegno delle realtà attive nella valorizzazione del villaggio.

Un’estate tra eventi, musica e cultura

Intanto, anche quest’anno Villaggio Mancuso ha proposto un ricco programma di iniziative tra musica, balli, spettacoli e momenti di aggregazione, realizzati con il contributo di associazioni e attività commerciali del territorio.

Tra gli episodi più curiosi dell’estate, anche il passaggio di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, che ha attraversato in bicicletta la Sila Piccola, passando da Villaggio Mancuso, Albi e Spineto.

La rassegna estiva si è conclusa il 22 agosto con l’esibizione del Gruppo 16 Elementi, formato anche da artisti di Lamezia Terme, che ha proposto un repertorio dedicato ai cori calabresi. Tutte le manifestazioni sono state offerte gratuitamente al pubblico.

«Il Comitato Siletta è nato cinque anni fa con l’obiettivo di fare qualcosa di concreto per Villaggio Mancuso e per la Sila Piccola», spiega Mario Garofalo. «Abbiamo portato avanti l’iniziativa dei medici volontari, che nei weekend dell’anno mettono gratuitamente il proprio servizio a disposizione dei frequentatori dell’altopiano e dei residenti».

Tra le attività realizzate dal Comitato figurano anche la cartellonistica con le indicazioni dei luoghi da visitare, dai sentieri alle cascate, l’installazione dei pannelli sulla storia del villaggio, le luminarie natalizie e le manifestazioni estive.

«Sono piccole cose fatte con impegno e con l’aiuto di tante persone – conclude Garofalo – ma pensiamo che possano contribuire a valorizzare e a far conoscere sempre di più il nostro meraviglioso Villaggio Mancuso».