Vincenzo Ursini e Lino Gaetano, poesia e musica unite nel segno della Calabria

Il poeta catanzarese e il musicista crotonese uniscono parole e note in un sodalizio artistico che affronta anche temi sociali e diritti

A cura di Redazione
06 ottobre 2026 13:00
Vincenzo Ursini e Lino Gaetano, poesia e musica unite nel segno della Calabria - Foto: Redazione
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Calabria - Quando la poesia incontra la musica più autentica, il risultato artistico è straordinario. È quanto accade nel sodalizio tra Vincenzo Ursini e Raffaele (Lino) Gaetano, due calabresi veraci che, pur vivendo in città diverse (Ursini vive a Catanzaro, mentre Gaetano risiede in Brianza), hanno avviato da qualche anno una collaborazione artistica spontanea e disinteressata, capace di riscuotere un grande successo di pubblico e critica.

Della qualificata produzione letteraria di Vincenzo Ursini si parla con continuità fin dai primi anni ’70. Appena ventenne, l’autore esordì pubblicando le sue prime raccolte di liriche: Senza Frontiere, Storie di periferia, Il cuore e le pietre e La terra dei padri. In un’epoca in cui la poesia sembrava una vocazione quasi estranea alla realtà, Ursini s’impose all’attenzione della critica vincendo alcuni tra i più prestigiosi concorsi letterari dell’epoca. Tra i numerosi riconoscimenti spicca il Premio di Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri, un’onorificenza eccezionalmente rara per un autore che non aveva ancora compiuto trent’anni.

Dopo una pausa dovuta agli impegni lavorativi legati alla sua attività editoriale, ha ripreso a scrivere e pubblicare con costanza, partecipando a numerosi concorsi di poesia e narrativa. Con la raccolta Mio Sud (2023) si è aggiudicato, tra gli altri, la 40ª edizione del premio “Terra d'Agavi” di Gela. Nel settembre di quest’anno, grazie al recente romanzo La Ritornanza – uscito lo scorso mese di marzo –, ha conquistato anche il prestigioso Premio Casentino, giunto alla sua 51ª edizione.

Lino Gaetano, la musica e l'impegno sociale

Raffaele (Lino) Gaetano, crotonese di nascita, fin da piccolo ha mostrato uno spiccato interesse per la musica, imparando a suonare la chitarra. Scrive la sua prima canzone a 14 anni. Da allora, questa grande passione per le sette note caratterizza la sua formazione artistica, portandolo a comporre e interpretare oltre sessanta brani, molti dei quali sono tuttora reperibili sul suo canale YouTube.

Nel 1989 lascia Crotone per trasferirsi in provincia di Monza e Brianza, dove ancora vive e lavora. Con il tempo, la passione si trasforma in qualcosa di più profondo e lo spinge a scrivere poesie e brevi racconti, fino alla stesura, nel 2018, del suo primo libro. Nel 2019 esce il suo secondo CD musicale “Quanti lividi”, che contiene dieci brani.

Al pari di Vincenzo Ursini, Lino Gaetano nelle sue canzoni ama trattare argomenti di carattere sociale come l’orrore della guerra, la violenza sulle donne e il dramma della droga. Tuttavia, nella sua scrittura trovano spazio anche l’amore e l’amicizia, due sentimenti che, pur presentando caratteristiche e dinamiche differenti, sono legati profondamente alla sfera affettiva umana. Amore e amicizia sono presenti anche nel romanzo “La Ritornanza” di Vincenzo Ursini.

Perché scriviamo di loro? Perché sabato scorso Vincenzo Ursini ha pubblicato sulla pagina Facebook dell’Accademia dei Bronzi, associazione culturale da lui fondata e presieduta, il video di una sua canzone, musicata e interpretata dal bravo Lino Gaetano; video che in poco più di due giorni ha superato le 2.000 visualizzazioni.

“Ti lascio le mie mani” e il messaggio di libertà

Premiato come miglior testo alla VI edizione del Concorso internazionale Dino Sarti di Bologna, il brano di Ursini “Ti lascio le mie mani” prende vita grazie alla straordinaria interpretazione di Lino Gaetano. Un ascolto intenso, reso ancora più toccante da immagini che vanno dritte al cuore. Il testo si configura come il delicato e accorato testamento di un padre. In un’epoca che elegge i beni materiali a unica vera ricchezza, l’uomo non ha grandi averi da offrire al figlio, se non un lascito ben più prezioso: le sue mani rugose. In esse risiede il suo unico tesoro, il suo orgoglio, la mappa di un’intera esistenza.

Sono mani che parlano di una vita onesta, di un lavoro quotidiano e durissimo per garantire il pane e non lasciare debiti, ma anche di uno spirito che ha saputo conservare la pace e la mitezza nelle tempeste. È la storia di un uomo che non ha mai perso la meraviglia davanti allo spettacolo del Creato – dalla brina mattutina al tramonto – e che, pur ferito dalla vita, ha saputo accumulare solo amore.

Un bene edificato nella modestia di un’esistenza dolorosa ma autentica, che si manifesta ancora nella purezza di una carezza data o ricevuta. Il figlio è così invitato a custodire questo lascito immateriale come il più grande dei tesori. Un insegnamento eterno, che parla con forza al cuore dei giovani di oggi. Di grande valore per i suoi contenuti è la collaborazione tra Lino Gaetano ed Ettore Autunno, autore del brano “Ho giunto le mani”, alla cui stesura ha partecipato anche Vincenzo Ursini. La canzone, disponibile su tutte le principali piattaforme digitali (come YouTube, Spotify, Amazon Music e Apple Music), è dedicata alla memoria di Mahsa Amini. La tragica scomparsa della giovane donna iraniana, arrestata per non aver indossato correttamente il velo, è diventata il simbolo globale della lotta per la libertà e per i diritti delle donne.

Come sottolineato da Ettore Autunno, il brano “Ho giunto le mani” – nato dalla musica e dalla voce di Lino Gaetano e scritto insieme a Vincenzo Ursini – racconta il dolore generato da oppressione e violenza. In questo contesto, l'atto di “giungere le mani” non è solo preghiera, ma un vero gesto di resistenza contro l'ingiustizia. La canzone lancia una dura critica alle violenze religiose, trasformandosi in un grido di libertà, pace e perdono che mantiene intatte speranza e dignità.

Ursini - Gaetano - Autunno (Ursini 6.10.2026)
Foto: Vincenzo Ursini, Lino Gaetano ed Ettore Autunno