Vincenzo Ursini vince il Premio Casentino con La Ritornanza

Il romanzo, ambientato a Petrizzi e pubblicato dalla Nuova Accademia dei Bronzi, si aggiudica la sezione dedicata alla narrativa edita della 51ª edizione

A cura di Redazione
07 settembre 2026 13:00
Vincenzo Ursini vince il Premio Casentino con La Ritornanza -  foto uff. stampa Ursini Book
foto uff. stampa Ursini Book
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Prestigioso riconoscimento per lo scrittore Vincenzo Ursini, che con il romanzo La Ritornanza, ambientato a Petrizzi e pubblicato lo scorso marzo dalla Nuova Accademia dei Bronzi, ha vinto la sezione riservata alla narrativa edita della 51ª edizione del Premio Letterario Casentino.

Promosso e organizzato dal Centro Culturale “Fonte Aretusa” di Poppi, diretto da Maria Eugenia Miano, il Premio Casentino è tra i più longevi appuntamenti letterari italiani. Il concorso è dedicato alla narrativa, alla saggistica e alla poesia, con sezioni riservate sia alle opere edite sia a quelle inedite.

Alle spalle di Ursini si sono classificati Roberto Mosi, al secondo posto, e Paola Fabiani, terza classificata.

Per la saggistica il riconoscimento è andato a Fulvio Conti con Massoneria e fascismo. Al secondo e terzo posto si sono classificati Giovanni Rubattu e Federica Casini. La sezione poesia è stata invece vinta ex aequo da Matteo Bianchi e Alessandro Zattarin, seguiti da Fabrizio Bregoli, Rosangela Panuccio e Stefano Gentili.

Particolarmente qualificata la giuria che ha esaminato le opere della narrativa edita. Ne hanno fatto parte Marino Biondi, già professore di Letteratura italiana all’Università di Firenze, Giovanni Capecchi, professore di Letteratura italiana all’Università per Stranieri di Perugia, Pierpaolo Orlando, presidente e direttore artistico di “Fenysia – Scuola di linguaggi della cultura”, e Silvio Ramat, già professore di Letteratura italiana all’Università di Padova.

La cerimonia di premiazione si svolgerà domenica 13 settembre alle ore 10, presso l’Auditorium della Pieve di Romena di Pratovecchio Stia, in provincia di Arezzo.

Il Premio Letterario Casentino tornerà così nella suggestiva cornice della Pieve di Romena, con un programma articolato in due giornate dedicate alla letteratura, alla cultura, all’arte, al giornalismo e all’innovazione.

L'appuntamento più atteso sarà quello di domenica con Aldo Cazzullo, al quale sarà conferito il Premio d’Onore Casentino per l’Attività Culturale. Il giornalista sarà inoltre protagonista di un incontro dedicato al suo volume Francesco – Il primo italiano.

La manifestazione prenderà il via sabato 12 settembre alle 10 con una conferenza dedicata ai nuovi studi danteschi e alla Vita di Dante di Giuseppe Indizio, alla presenza di Paolo Trovato e Marino Biondi, per poi proseguire con la premiazione di alcune sezioni del concorso.

Domenica saranno invece premiati i vincitori delle sezioni dedicate ai libri editi, tra cui Vincenzo Ursini, e saranno assegnati anche i Premi d’Onore Casentino 2026 a Roberto Cingolani, fisico ed ex ministro della Transizione Ecologica, Giuseppe Indizio, noto studioso di Dante, Paolo Giulierini, archeologo ed etruscologo e autore di numerosi saggi, e Giorgio Rombolà, giornalista Rai con una lunga esperienza nell'informazione politica e parlamentare.

«Ricevere questo riconoscimento da una giuria così autorevole è per me fonte di profondo orgoglio», ha dichiarato Vincenzo Ursini. «La narrazione guarda da vicino alle nostre piccole realtà locali, territori che oggi più che mai necessitano di nuovi inizi, ma anche di concrete prospettive di ritorno».

Ursini ha poi sottolineato il valore personale del tema centrale del romanzo: «Desidero quindi ringraziare i giurati e la presidenza del Centro “Fonte Aretusa” per aver ravvisato nel romanzo i temi a me più cari, indissolubilmente legati agli anni difficili ma sereni dell’infanzia, quando partire e ritornare diventava quasi un obbligo verso la propria famiglia».

Il tema della “strada di casa” attraversa anche altri romanzi ancora inediti dello scrittore. Tra questi Il compagno di Vallechiara, recentemente vincitore dell’ottava edizione del Premio “Teseo” di Milazzo, presieduto da Attilio Gaetano Andriolo, la cui premiazione si è svolta lo scorso 28 agosto nella cittadina siciliana.

Il ritorno alle radici

A spiegare il cuore de La Ritornanza è Antonio Pettinato, secondo il quale il protagonista è «un docente universitario che, dopo aver trascorso gran parte della sua vita lontano dalla terra natale, decide di tornare in Calabria, nel paese in cui è cresciuto».

Un ritorno in età matura, dunque, vissuto come una necessità interiore e come il bisogno di confrontarsi con il proprio passato. Il paese diventa così molto più di un semplice luogo fisico: è una vera “dimora dell’anima”, capace di riattivare attraverso strade, odori, suoni, campi, colline, fiume, botteghe e piazze la memoria di una vita contadina segnata dalla povertà materiale, ma anche da una profonda ricchezza umana.

Sulla stessa linea si inserisce il commento di Francesca Misasi, che definisce La Ritornanza un romanzo nel quale «la potenza della parola, saggia e scartavetrata da qualsivoglia orpello» diventa strumento per affrontare temi universali, intrecciando psicologia, spiritualità e filosofia di vita.

Il protagonista compie infatti un viaggio dentro se stesso, attraversando le stanze della memoria e confrontandosi con le inquietudini maturate dopo l'allontanamento dal paese natale. Emblematica la frase «Io a Milano lavoro, non vivo», che sintetizza il conflitto tra la realizzazione professionale e il senso di appartenenza alla propria terra.

La Ritornanza diventa così un viaggio alla riscoperta delle proprie radici, della famiglia e dei luoghi dell'infanzia. Una riflessione sull'identità e sul bisogno, che prima o poi può riaffiorare, di tornare là dove la propria storia ha avuto inizio.

Per Vincenzo Ursini, il riconoscimento del Premio Casentino rappresenta dunque non soltanto un importante traguardo letterario, ma anche una significativa valorizzazione di una narrazione profondamente legata alla Calabria, ai suoi piccoli paesi e alla memoria di chi, partendo, non ha mai smesso di portare con sé la propria terra.