Calabria - Fibromialgia, pazienti senza esenzione e gli specialisti chiedono tutele
CReI, SIMFER e SISMED chiedono più esenzioni, ambulatori dedicati e percorsi di cura uniformi per garantire assistenza ai pazienti
Calabria - La fibromialgia e il diritto alle cure tornano al centro del dibattito sanitario nazionale, con una questione che interessa anche i pazienti calabresi: garantire un'assistenza adeguata a chi convive quotidianamente con dolore cronico, stanchezza e limitazioni nella vita personale e lavorativa.
L'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) rappresenta un passaggio importante per il riconoscimento della patologia all'interno del Servizio sanitario nazionale. Tuttavia, secondo tre società scientifiche, il CReI (Collegio Reumatologi Italiani), la SIMFER (Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa) e la SISMED (Società Italiana Scienze Mediche), i criteri previsti per accedere all'esenzione dal ticket rischiano di lasciare fuori una larga parte delle persone affette da fibromialgia.
Il tema riguarda quindi non soltanto il riconoscimento della malattia, ma anche la possibilità concreta di accedere alle prestazioni e ai percorsi di cura necessari.
Fibromialgia, il nodo dell'esenzione dal ticket
Secondo i dati riportati dalle società scientifiche, in Italia le persone affette da sindrome fibromialgica sarebbero circa due milioni, in prevalenza donne in età lavorativa.
L'introduzione del codice di esenzione 068 viene considerata un passo avanti dopo anni di difficoltà nel riconoscimento della patologia. A preoccupare gli specialisti è però la soglia di gravità richiesta per accedere al beneficio.
Il criterio indicato prevede un punteggio superiore a 82 al FIQR, il questionario utilizzato per valutare l'impatto della fibromialgia sulla vita quotidiana. Secondo le società scientifiche, questa soglia sarebbe raggiunta soltanto da una minoranza dei pazienti, lasciando oltre l'80% delle persone affette senza accesso all'esenzione prevista.
Il problema, sottolineano gli specialisti, è che anche le forme moderate possono comportare dolore persistente, difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane, limitazioni lavorative e spese sanitarie significative.
La situazione in Calabria e la necessità di percorsi uniformi
Per i pazienti calabresi, il tema si inserisce nella più ampia esigenza di garantire una presa in carico continuativa e multidisciplinare delle persone con patologie croniche. Il comunicato delle società scientifiche non fornisce dati specifici sulla situazione regionale, ma richiama criticità che rendono centrale il tema dell'organizzazione dei servizi sanitari sul territorio.
Tra le difficoltà segnalate a livello nazionale figurano i ritardi nella diagnosi, la frammentazione dei percorsi assistenziali e la necessità di rivolgersi a più specialisti per ottenere risposte adeguate. Una situazione che può tradursi in tempi lunghi, costi a carico dei pazienti e difficoltà nell'individuare un percorso terapeutico stabile.
Per questo CReI, SIMFER e SISMED chiedono di rafforzare la rete assistenziale attraverso Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) regionali, ambulatori dedicati e una maggiore collaborazione tra reumatologi, specialisti della riabilitazione, medici di medicina generale e psicologi.
L'obiettivo è superare le differenze territoriali e garantire ai pazienti punti di riferimento chiari, dalla diagnosi alla gestione della malattia.
Il ruolo della riabilitazione e del supporto psicologico
La fibromialgia è una condizione complessa che richiede un approccio capace di considerare diversi aspetti della salute. Per questo, secondo la SIMFER, il trattamento non può limitarsi alla gestione del dolore, ma deve comprendere anche il recupero della funzionalità e il miglioramento della qualità della vita.
«La gestione della fibromialgia richiede imprescindibilmente un approccio globale e riabilitativo», sottolinea la presidenza della società scientifica, richiamando l'importanza di percorsi strutturati che integrino riabilitazione e sostegno psicologico.
Anche la collaborazione con gli psicologi viene indicata come un elemento importante per affrontare l'impatto emotivo della patologia. Il dolore persistente e le limitazioni quotidiane possono infatti incidere sulla vita sociale, familiare e professionale, rendendo necessaria una presa in carico che vada oltre la singola prestazione specialistica.
Ricerca e formazione per ridurre i ritardi diagnostici
Tra le priorità individuate dalle società scientifiche c'è anche il rafforzamento della ricerca. L'obiettivo è approfondire i meccanismi della malattia, individuare eventuali nuovi biomarcatori e migliorare l'efficacia dei trattamenti attraverso percorsi sempre più personalizzati.
Un altro punto riguarda la formazione dei medici di medicina generale e degli specialisti. Riconoscere tempestivamente i sintomi e utilizzare strumenti clinici validati può contribuire a ridurre i tempi della diagnosi e a evitare che i pazienti siano costretti a rivolgersi ripetutamente a strutture e professionisti diversi.
Le società scientifiche chiedono inoltre di contrastare lo stigma che ancora accompagna la fibromialgia, una patologia che per lungo tempo ha incontrato difficoltà di riconoscimento e comprensione.
L'appello alle istituzioni: ampliare le tutele
Il punto centrale dell'appello congiunto riguarda l'accesso alle cure. CReI, SIMFER e SISMED chiedono alle istituzioni di avviare un confronto per ampliare progressivamente la platea dei beneficiari dell'esenzione 068, includendo anche le persone con forme moderate della malattia.
La richiesta si accompagna alla necessità di rendere più omogenei i percorsi assistenziali regionali, rafforzare la collaborazione tra professionisti sanitari e sostenere la ricerca.
Anche in Calabria, il tema richiama l'importanza di una sanità capace di rispondere ai bisogni delle persone con patologie croniche attraverso servizi accessibili, continuità assistenziale e una presa in carico adeguata.
Il riconoscimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un passaggio importante, ma la sfida indicata dagli specialisti è fare in modo che le tutele possano tradursi in risposte concrete per un numero più ampio di pazienti, senza che la gravità dei sintomi diventi un ostacolo all'accesso alle cure.
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