Caporalato, la Uila rilancia da Catanzaro: «Subito la banca dati degli appalti in agricoltura»
La segretaria generale Enrica Mammucari chiede più prevenzione, controlli mirati e tutele per i lavoratori. Tra le proposte anche villaggi rurali inclusivi per superare la logica dei ghetti
Catanzaro - Contrastare il caporalato e lo sfruttamento della manodopera agricola attraverso più prevenzione, controlli mirati e strumenti concreti per garantire legalità e dignità ai lavoratori. È questo l'appello lanciato dalla segretaria generale della Uila, Enrica Mammucari, intervenuta a Catanzaro al seminario “Contrasto allo sfruttamento lavorativo: tra pratiche promettenti e nuove sfide”, organizzato nell'ambito del progetto SU.PR.EME.2.
Nel suo intervento, Mammucari ha sottolineato la necessità di affrontare fenomeni complessi come il caporalato e l'intermediazione illecita di manodopera con strategie di lungo periodo, attraverso il coinvolgimento attivo delle istituzioni e delle parti sociali. A dieci anni dalla legge 199 del 2016, che ha introdotto importanti strumenti di contrasto allo sfruttamento del lavoro, secondo la Uila resta ancora molto da fare, soprattutto sul fronte della prevenzione.
Tra le priorità indicate dal sindacato figura la piena operatività del Silca e una maggiore interoperabilità delle banche dati, per consentire agli organi competenti di effettuare controlli più efficaci e mirati. Fondamentale anche dare attuazione alla Banca dati degli appalti in agricoltura, considerata uno strumento essenziale per contrastare l'intermediazione illecita e favorire un mercato del lavoro più trasparente.
La Uila chiede inoltre di incentivare l'adesione delle aziende alla Rete del lavoro agricolo di qualità, ancora limitata, anche attraverso meccanismi premiali nei bandi pubblici. Tra gli esempi richiamati figurano alcune misure dei Programmi di sviluppo rurale (Psr), i bandi Isi e quello Agrisolare.
Un altro passaggio riguarda il rafforzamento delle sezioni territoriali della Rete, affidando agli Enti bilaterali agricoli territoriali (Ebat), in collaborazione con le istituzioni pubbliche, un ruolo nella gestione dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro e nell'organizzazione dei trasporti e degli alloggi per i lavoratori. Il sindacato sollecita, inoltre, la piena applicazione dei contratti, il contrasto al furto salariale e maggiori tutele per le vittime di sfruttamento.
Per rendere più incisiva l'azione di contrasto, Mammucari propone di trasformare il tavolo anti-caporalato in una sede permanente di governance, nella quale istituzioni e parti sociali possano confrontarsi con continuità per individuare ed escludere dal sistema produttivo le realtà che traggono profitto dalla violazione dei diritti e della dignità delle persone.
La lotta allo sfruttamento, secondo la Uila, deve però intervenire anche sulle cause sociali del fenomeno, a partire dall'emergenza abitativa che coinvolge migliaia di lavoratrici e lavoratori agricoli. Da qui la proposta di investire nella realizzazione di villaggi rurali inclusivi, situati nelle vicinanze o all'interno delle aziende agricole che rispettano le leggi e i contratti. Le strutture potrebbero essere realizzate anche recuperando edifici rurali e finanziando soluzioni abitative mobili, con l'obiettivo di superare definitivamente la logica dei ghetti e degli insediamenti temporanei.
La conclusione del sindacato è netta: la qualità delle produzioni agricole non può essere disgiunta da quella del lavoro. La sovranità alimentare, sostiene la Uila, non può prescindere da legalità, dignità e giustizia sociale nelle campagne.
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