Catanzaro, Bosco: “La palestra popolare all’Aranceto simbolo di inclusione e rilancio delle periferie”

Il presidente del Consiglio comunale: “Un investimento da oltre un milione di euro che punta a restituire centralità ai quartieri e a creare spazi di socialità, sport e crescita per i giovani”

A cura di Redazione
02 luglio 2026 21:00
Catanzaro, Bosco: “La palestra popolare all’Aranceto simbolo di inclusione e rilancio delle periferie” - Foto: Uff. Stampa Comune di Catanzaro
Foto: Uff. Stampa Comune di Catanzaro
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Catanzaro - "Il progetto della palestra popolare dell'Aranceto - intervento da oltre un milione di euro di cui il Comune di Catanzaro ha avviato la candidatura nell’ambito del programma Metro Plus - rappresenta più di un nuovo cantiere che si apre in città. È la dimostrazione concreta di una precisa scelta politica che l’amministrazione comunale ha portato avanti in questi anni, con l’obiettivo di rimettere le periferie al centro della visione di città, invertendo una logica che per troppo tempo le aveva considerate luoghi ai margini anziché risorse su cui investire.

Dietro ogni nuovo spazio dedicato allo sport e alla socialità, c'è un'idea di Catanzaro fondata sulla convinzione che tutti i cittadini debbano avere gli stessi diritti e le stesse opportunità in ogni quartiere. La palestra popolare dell'Aranceto è un progetto che intende riflettere questa visione, rappresentando non solo una struttura sportiva, ma soprattutto un presidio di socialità, inclusione e partecipazione. Un luogo in cui bambini e ragazzi possano crescere attraverso i valori dello sport ed in cui le realtà associative possano finalmente disporre di una casa attrezzata per mettere competenze, esperienze e passione al servizio della comunità.

Solo investendo con determinazione nei luoghi di aggregazione si possono costruire comunità più forti e coese, partendo dai quartieri più esposti al rischio di marginalizzazione per offrire occasioni di crescita e di riscatto. Si è consapevoli che per un lavoro così profondo i risultati richiederanno tempo, costanza e il contributo di tutte le energie positive della città. Certamente una palestra popolare non risolve i problemi, ma definisce la direzione politica delle scelte:  inclusione, emancipazione e offrire possibilità ad una comunità. Sin dall'inizio si è lavorato in quest'ottica ma, purtroppo, scelte di questo tipo si scontrano con tempistiche a volte troppo lunghe che non vanno di pari passo con le esigenze dei territori.

Nonostante ciò è nostro compito sostenere il valore di questo tipo di interventi nella consapevolezza di andare nella giusta direzione. Servirà costruire una nuova consapevolezza collettiva e favorire quel cambiamento culturale che rappresenta la sfida più importante. Sfida che la politica cittadina e regionale deve raccogliere con il compito di guardare lontano e di creare le condizioni affinché le periferie non siano più problema da gestire, ma una parte autentica e vitale da cui ripartire per immaginare nuove opportunità”.