Catanzaro, Fiorita rompe il silenzio: tra orgoglio civico e nodi irrisolti
Dall’emergenza del Ciclone Harry alle polemiche ambientali, fino all’allarme sui fondi PNRR e al richiamo alla Memoria: il sindaco traccia una linea netta tra ciò che funziona e ciò che non può più attendere
Questa volta Nicola Fiorita non racconta i fatti, li usa per tracciare una linea. Nella sua rubrica social della domenica, il sindaco di Catanzaro sceglie di fermare il flusso delle polemiche e delle emergenze per restituire una fotografia più ampia: quella di una città che ha retto l’urto, ma che continua a scontrarsi con limiti strutturali e responsabilità che vanno oltre Palazzo De Nobili. Un intervento meno consolatorio e più politico, in cui il primo cittadino alterna consapevolezza e insofferenza.
Il Ciclone Harry resta lo sfondo inevitabile, ma non è il fulcro del messaggio. Fiorita sposta l’attenzione sulla risposta della comunità, descrivendo una Catanzaro che ha scelto di reagire invece di piangersi addosso. I disagi non sono spariti, la normalità è ancora parziale, ma alcuni passaggi segnano una svolta: il rientro delle famiglie di Piterà nelle loro abitazioni, il recupero progressivo del lungomare, il ripristino di servizi cruciali come la pompa di Barbaruzza. «I sindaci di tutta Italia mi scrivono che siamo stati fantastici — sottolinea Fiorita — e io sono orgoglioso di questa comunità», con un ringraziamento esplicito all’assessore Squillace per il lavoro svolto senza sosta.
Accanto alla soddisfazione, emerge però la rigidità istituzionale. Il sindaco non chiude gli occhi di fronte al taglio di alcuni alberi in via Raffaelli, effettuato senza autorizzazione da un ente terzo dopo la caduta di una pianta causata dal vento. «Lo stato di emergenza non giustifica gli errori», è la linea tracciata da Fiorita, che chiede spiegazioni immediate e la ripiantumazione degli alberi abbattuti.
Sul versante infrastrutturale arriva un segnale atteso da anni: la pubblicazione della gara per il “Pontino di Lenza”, opera strategica per la viabilità del quartiere Gagliano. Ma l’annuncio diventa anche l’occasione per un affondo politico di respiro nazionale. Il sindaco lancia un appello al ministro Fitto e alle forze parlamentari sul futuro del PNRR, giudicando le scadenze attuali un rischio concreto per i Comuni. «Non prorogare il PNRR significa lasciare opere incompiute e frenare la crescita del Paese. Noi proveremo a fare miracoli, ma la politica deve assumersi le proprie responsabilità».
La parte finale dell’intervento si allontana dall’amministrazione quotidiana e si fa più riflessiva. Dall’incontro con Francesco Iaconantonio nasce una considerazione netta sul rapporto tra musica e autismo, sintetizzata in una frase che è anche un metodo: «Servono i fatti, non le parole». Più aspra la riflessione sul Giorno della Memoria, che Fiorita invita a non ridurre a un esercizio formale. Il rischio, secondo il sindaco, è ricordare le vittime senza interrogarsi sui carnefici e sulle ideologie che hanno prodotto l’orrore, con uno sguardo diretto all’attualità politica: «Ricordiamo il passato, ma raccontiamo anche ciò che accade oggi nelle aule del Parlamento».
A chiudere, un gesto concreto di vicinanza: ieri sera il sindaco e i componenti della giunta hanno scelto di cenare nel quartiere marinaro, in uno dei locali colpiti dal maltempo. La scelta dello storico ristorante “Al Porto”, già riaperto grazie all’impegno dei volontari, diventa il simbolo di una città che prova a rimettersi in piedi partendo dalle sue attività e dalle sue persone.
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