Catanzaro - “Pane, amore e Maria”: la forza delle donne nella storia calabrese
Rita parentela presenta il suo libro. L’appuntamento, inserito simbolicamente nella Giornata internazionale della donna
Catanzaro - Un amore che attraversa il tempo. Una storia che affonda nelle radici familiari e collettive della Calabria. Sarà presentato domenica 8 marzo, alle ore 17, al Centro Sociale Fasano in via Scopelliti, Pane, amore e Maria, il nuovo libro di Rita Parentela, pubblicato da Edizioni Vallescrivia.
L’appuntamento, inserito simbolicamente nella Giornata internazionale della donna, si annuncia come un momento di riflessione sulla memoria, sulla forza femminile e sui legami che resistono alle prove della storia. A dialogare con l’autrice saranno Maria Rita Galati, giornalista; Rosaria Vazzano, presidente Fidapa Crotone; Francesca Falcone, docente Unical; e lo scrittore Marco Angilletti. L’ingresso è libero. L’iniziativa è promossa con il coinvolgimento di Arci Calabria – Comitato Regionale, Calabriamente Social Innovation Hub e Movimento Consumatori Catanzaro.
Terzo libro di Rita Parentela, affermato avvocato del Foro di Catanzaro, Pane, amore e Maria nasce dopo Storia di un compagno dimenticato, dedicato alla figura del nonno Luigi. Questa volta, però, lo sguardo si sposta su Maria, la nonna: donna analfabeta, sarta, madre, rimasta nell’ombra di un marito impegnato nella lotta antifascista, ma vera colonna portante della famiglia.
Il romanzo – ispirato a una vicenda reale, pur rielaborata in forma narrativa – racconta la Resistenza da una prospettiva diversa: non quella delle piazze o dei comizi, ma quella delle case povere, delle cucine, dei figli da crescere nella fame e nella paura. Luigi combatte per la libertà collettiva; Maria combatte per la sopravvivenza quotidiana. È lei che tiene insieme tutto mentre il marito entra ed esce dal carcere, mentre il regime stringe la sua morsa, mentre la guerra porta lutti e privazioni.
Un'operazione di memoria
Maria cresce nel silenzio, ma non nella rassegnazione. Impara a firmare il proprio nome, rivendica per le figlie un destino diverso, sfida i pregiudizi di una società patriarcale. Accetta di nascondere in casa una famiglia ebrea, consapevole del rischio, perché per lei aiutare è un imperativo morale prima ancora che politico.
Tra maternità, dolore e sacrificio, la figura di Maria emerge come simbolo di tutte le donne che hanno “tenuto in piedi il mondo” mentre gli uomini combattevano o cadevano. Il pane è la fatica quotidiana, l’amore è la scelta di restare, Maria è il punto d’incontro tra resistenza privata e storia collettiva.
Con questo libro, Rita Parentela compie un’operazione di memoria che è insieme personale e universale: raccontare chi non ha lasciato archivi, chi non ha scritto manifesti, ma ha reso possibile ogni cambiamento. Perché senza donne come Maria, nessuna rivoluzione avrebbe retto.
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