Catanzaro - Sapore di Mare, il successo va oltre i numeri: quattro serate per raccontare la Calabria
Oltre 8 mila presenze ogni sera al Porto di Catanzaro. Musica, gastronomia e quattro talk dedicati a salute, giovani, ambiente e biodiversità
Catanzaro – Raccontare la quarta edizione di Sapore di Mare soltanto attraverso i numeri sarebbe riduttivo. Certo, il Porto di Catanzaro ha accolto ogni sera una media di oltre 8 mila persone, trasformandosi, dal 9 al 12 agosto, in uno dei luoghi più partecipati dell’estate catanzarese. Ma dietro quelle presenze c’è soprattutto un progetto che, edizione dopo edizione, prova a dare al mare un significato che va oltre lo spettacolo: farne uno spazio di cultura, conoscenza, confronto e valorizzazione delle eccellenze calabresi.
È questa la cifra più interessante della manifestazione. La musica ha rappresentato una componente importante del programma, con Ivana Spagna, Le Vibrazioni, Vasco Rock Show e I Tormentoni a scandire le quattro serate. L’Area Food firmata Bakarà ha invece accompagnato il pubblico in un percorso dedicato al pesce e ai sapori del territorio.
Il cuore più originale dell’edizione 2026 è stato però il percorso culturale costruito attorno ai talk show. Quattro appuntamenti che hanno trasformato il palco del Porto in un vero salotto di approfondimento, mettendo in relazione istituzioni, università, mondo dell’impresa, ricerca e società civile. Un modo per raccontare una Calabria capace non soltanto di intrattenere, ma anche di interrogarsi sul proprio presente e sulle proprie prospettive.
Il percorso è iniziato il 9 agosto con Women for Women, una serata dedicata a due questioni di forte impatto sociale: la prevenzione del tumore al seno e il contrasto alla violenza sulle donne. Il confronto ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni, del mondo sanitario e delle realtà associative. A dare ulteriore peso al dibattito sono stati anche gli interventi del questore Giuseppe Linares e del professore Piersandro Tagliaferri, ordinario di Oncologia medica dell’UMG, insieme alle professionalità impegnate quotidianamente sui temi della prevenzione, delle pari opportunità e della tutela delle donne.
Il secondo appuntamento, il 10 agosto, ha spostato l’attenzione sul rapporto tra giovani, formazione e lavoro. Imprese e giovani: prospettive di impiego per i giovani laureati del nostro territorio ha messo allo stesso tavolo rappresentanti di importanti realtà produttive calabresi, ordini professionali, istituzioni e Università Magna Graecia.
Un confronto che ha posto una domanda centrale per il futuro della regione: come trasformare la formazione dei giovani in opportunità concrete, evitando che competenze e talenti siano costretti a cercare altrove la propria realizzazione.
Ed è proprio l’Università Magna Graecia di Catanzaro ad aver avuto un ruolo significativo nella costruzione del percorso culturale. Il contributo dell’Ateneo, con il rettore Giovanni Cuda e i docenti Stefano Alcaro e Antonio Procopio, ha consentito di portare all’interno di una manifestazione popolare contenuti scientifici e sociali, creando un ponte tra la ricerca e il grande pubblico. I talk sono stati fortemente voluti e sostenuti proprio dal professore Stefano Alcaro, diventando uno degli elementi qualificanti dell’intera rassegna.
L’11 agosto il mare è tornato al centro della scena, questa volta nella sua dimensione più fragile e preziosa. Il talk dedicato alla sua tutela ha affrontato il tema della salvaguardia dell’ambiente marino attraverso prospettive istituzionali, scientifiche ed economiche. Il confronto ha coinvolto la vicesindaca di Catanzaro con delega alle Politiche del Mare, Giuseppina Iemma, insieme a Vittorio Poggi, Donatella Paolino e Antonio Mazzei, riportando l’attenzione sulla necessità di considerare il mare non soltanto come risorsa turistica, ma come patrimonio da proteggere e valorizzare.
L’ultimo appuntamento, il 12 agosto, ha invece condotto il pubblico dentro una Calabria meno conosciuta, quella delle piante, delle erbe e della biodiversità. Le qualità salutistiche di erbe e piante calabresi ha offerto l’occasione per parlare di ricerca, conoscenza del territorio e patrimonio naturale attraverso il contributo del professore Stefano Alcaro e dell’etnobotanico Carmine Lupia, con uno spazio dedicato anche all’Orto Botanico dell’UMG.
Quattro serate, dunque, ma soprattutto quattro prospettive attraverso cui leggere la Calabria: la salute e i diritti, il futuro professionale dei giovani, la tutela dell’ambiente e la biodiversità. Temi diversi, ma uniti dalla volontà di trasformare Sapore di Mare in una piattaforma capace di produrre conoscenza e confronto.
Dietro questa impostazione c’è un lavoro organizzativo che ha coinvolto una squadra articolata. Il progetto, promosso da Antonio Ursino e dall’associazione culturale Il Cilindro, presieduta da Maria Ferragina, ha trovato nella pianificazione tecnica e strategica di Maurizio Rafele uno dei suoi elementi centrali, con il coordinamento dell’Aps La Sfinge, guidata dalla presidente Anna Parentela. Una sinergia che ha permesso di tenere insieme una manifestazione complessa, capace di gestire un pubblico numeroso senza rinunciare alla qualità dei contenuti.
Fondamentale anche la collaborazione con il Comune di Catanzaro, in particolare con l’assessorato alla Cultura, e con l’Università Magna Graecia, che ha contribuito a dare autorevolezza e profondità al programma. È in questa rete tra organizzatori, istituzioni, Ateneo, imprese e realtà del territorio che Sapore di Mare sembra aver trovato la propria identità più autentica.
Il successo della quarta edizione, allora, non si misura soltanto nelle migliaia di persone che hanno riempito il Porto o nelle canzoni cantate davanti al palco. Si misura anche nelle domande lasciate dai talk, nelle competenze messe a disposizione del pubblico e nella possibilità di parlare di Calabria partendo dal suo mare e arrivando alla salute, alla ricerca, al lavoro, all’ambiente e alla biodiversità.
È questa forse la vera evoluzione di Sapore di Mare: una manifestazione che utilizza lo spettacolo per attirare il pubblico, ma che attraverso la cultura prova a lasciargli qualcosa in più.
Il mare resta la cornice, ma il contenuto è una Calabria che vuole raccontarsi, conoscersi e immaginare il proprio futuro.
32.0°