Catanzaro - Scarpino sulla metropolitana: «Rivoluzione, ma alle giuste condizioni»

Secondo il consigliere la prima e fondamentale condizione è la completa attivazione delle tratte

A cura di Redazione
02 gennaio 2026 15:30
Catanzaro - Scarpino sulla metropolitana: «Rivoluzione, ma alle giuste condizioni» -
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Catanzaro - Il consigliere comunale Francesco Scarpino non ha dubbi: la metropolitana di superficie rappresenta per Catanzaro una vera e propria rivoluzione, destinata a trasformare radicalmente la mobilità del Capoluogo. In una nota, Scarpino ha sottolineato l’importanza strategica dell’opera, paragonandola a infrastrutture fondamentali come il viadotto "Bisantis" e la rotatoria "Gualtieri", che hanno segnato la storia della viabilità cittadina.

Inutile girarci attorno: la metropolitana di superficie è per Catanzaro e la sua mobilità una rivoluzione,” ha dichiarato Scarpino, aggiungendo che questa nuova infrastruttura assume un significato ancora più rilevante per l’accesso alla città. Secondo il consigliere, la decisione di avviare il primo tratto della metro in occasione dell’evento di Capodanno a Lido è stata una mossa azzeccata: “sia per dare una iniezione di fiducia ai cittadini nel nuovo anno appena iniziato, sia perché l’affluenza prevista e rivelatasi reale ha potuto contare su una opzione in più per essere gestita”.

Tuttavia, Scarpino avverte che la “rivoluzione” avverrà solo a determinate condizioni. “Ora però è tempo di guardare al futuro, perché la rivoluzione della mobilità potrà essere davvero tale solo a determinate condizioni”, ha sottolineato il consigliere. La prima e fondamentale condizione è la completa attivazione delle tratte della metropolitana, che dovranno collegare in modo efficace i principali nuclei urbani della città, dando finalmente una risposta alla natura policentrica di Catanzaro.

Un altro aspetto cruciale è quello dell’intermodalità. Scarpino insiste sul fatto che senza un sistema integrato di trasporto, la metropolitana non riuscirà a raggiungere il suo pieno potenziale: “Se davvero si vuole estirpare l’abitudine della macchina a tutti i costi, chi raggiunge le stazioni di approdo della metro dovrà poter proseguire con altri mezzi, passare da ferro a gomma senza soluzione di continuità”. Il consigliere punta dunque su un sistema di trasporto integrato, che potrebbe anche passare attraverso l’introduzione di un biglietto integrato per i vari mezzi.

“È su questo che misureremo ancora la capacità di AMC e FdC di mettere tutto a sistema, magari con il biglietto integrato”, ha aggiunto Scarpino, evidenziando l’importanza di un dialogo serrato e tempestivo tra il Comune, la Regione e le aziende coinvolte. Per il consigliere, i tempi devono essere accelerati, poiché solo un’azione rapida e concertata potrà garantire il successo dell’operazione.

Un’altra sfida da affrontare riguarda le autolinee private che già servono l’hinterland catanzarese e le province limitrofe. Secondo Scarpino, sarà fondamentale verificare come integrare questi servizi con la rete della metropolitana per garantire una mobilità fluida e completa per i cittadini.

“Ne abbiamo discusso con i colleghi in commissione e penso vi siano tutte le condizioni per cogliere un buon risultato”, ha dichiarato il consigliere, sottolineando che l’integrazione con le autolinee private rappresenta un tassello fondamentale per una mobilità urbana ed extraurbana efficiente.

Infine, Scarpino ha richiamato l'attenzione su alcune zone della città che, al momento, rischiano di essere escluse dai tracciati della metropolitana. In particolare, ha citato le aree della zona nord di S. Elia, quella est di Siano e Gagliano-Mater Domini-De Filippis, zone che non sono attualmente servite dalla metro. “AMC dovrà inevitabilmente aprire una riflessione su queste aree, perché l’ottica con cui guardarle cambia completamente con l’avvento della metro”, ha affermato Scarpino, ribadendo che anche i residenti di S. Elia dovranno poter usufruire della metropolitana senza il bisogno di usare l’auto.

Il consigliere ha concluso la sua nota esprimendo ottimismo sulla riuscita del progetto, ma ribadendo che il vero cambiamento dipende dall’impegno costante di tutte le parti coinvolte: “La chiamiamo rivoluzione e questo sarà, ma solo dandoci dentro da subito con il lavoro comune”.