Confiscati oltre 2,7 milioni a un imprenditore di Reggio Calabria condannato per mafia

I finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un provvedimento di confisca definitiva, emesso dalla Corte di Appello di Reggio Calabria

A cura di Redazione
08 luglio 2026 10:23
Confiscati oltre 2,7 milioni a un imprenditore di Reggio Calabria condannato per mafia -
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REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un provvedimento di confisca definitiva, emesso dalla Corte di Appello di Reggio Calabria, che dispone la confisca definitiva di beni per un valore complessivamente stimato in oltre 2,7 milioni riconducibili a un imprenditore reggino operante nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti alimentari. L’operazione trae origine dagli accertamenti patrimoniali condotti nell’ambito dell’operazione denominata “Il padrino” in seguito alla quale l’imprenditore è stato condannato in via definitiva alla pena di 8 anni di reclusione per associazione di stampo mafioso, essendo stato ritenuto come organicamente inserito nella cosca “Tegano”. Secondo le dichiarazioni convergenti di numerosi collaboratori di giustizia, l’affiliazione risaliva addirittura alla seconda guerra di ‘ndrangheta, a metà degli anni Ottanta, quando operava come autista personale di Giovanni Tegano.

L’imprenditore è risultato essere un fedelissimo del boss, capace di mantenere i rapporti con importanti famiglie mafiose della provincia reggina, specialmente nella zona ionica, grazie ai suoi collegamenti commerciali con rappresentanti di numerose cosche locali. Tale rapporto fiduciario sarebbe risultato ulteriormente consolidato dai legami parentali con i vertici della compagine criminale, essendo il soggetto nipote acquisito dello stesso capo-cosca. Il decreto di confisca riguarda l’intero patrimonio aziendale di una società operante nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, di 9 terreni a Reggio Calabria, 3 fabbricati (di cui 2 a Catanzaro e 1 a Reggio Calabria), circa 110 mila euro in contanti, nonché tutti i rapporti bancari/finanziari/assicurativi e relative disponibilità.

– foto ufficio stampa Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).

Fact Check

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Verificato il: 08 luglio 2026