Duplice omicidio di Squillace, nuovi arresti: provvedimento per due boss già al 41 bis

Contestato il delitto mafioso di Bruno Giuseppe e della moglie Caterina Raimondi, uccisi nel 2013

A cura di Redazione
14 gennaio 2026 08:00
Duplice omicidio di Squillace, nuovi arresti: provvedimento per due boss già al 41 bis -
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Nella serata di ieri i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Catanzaro hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due detenuti già ristretti in regime di 41 bis, raggiunti nelle Case circondariali di Roma Rebibbia e L’Aquila. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

I due soggetti sono ritenuti gravemente indiziati, in concorso, dell’omicidio aggravato dalle modalità mafiose di Bruno Giuseppe, reggente dell’omonima cosca di ’ndrangheta di Vallefiorita, e della moglie Caterina Raimondi, assassinati a Squillace il 18 febbraio 2013. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, uno degli indagati era capo della locale di ’ndrangheta di Cutro e, all’epoca dei fatti, Capo Crimine per le province di Catanzaro, Vibo Valentia, Crotone e Cosenza; l’altro è indicato come esponente di primo piano della cosca “Catarisano” di Borgia.

L’attività investigativa, definita particolarmente complessa, è stata condotta sotto il coordinamento della Dda di Catanzaro e ha permesso di approfondire ulteriormente uno dei fatti di sangue più efferati degli ultimi anni nel territorio. Gli inquirenti hanno ricostruito in maniera dettagliata le fasi antecedenti e successive all’omicidio, analizzando atti giudiziari confluiti in diversi procedimenti e riscontrando le dichiarazioni di più collaboratori di giustizia, tra cui anche un soggetto ritenuto partecipe diretto del delitto.

L’agguato risale alla sera del 18 febbraio 2013, quando i sicari si appostarono nei pressi dell’abitazione dei coniugi Bruno-Raimondi. Nell’azione omicidiaria, caratterizzata da estrema violenza, venne uccisa anche Caterina Raimondi, che si trovava con il marito.

Per il duplice omicidio è attualmente in corso un processo davanti alla Corte d’Assise di Catanzaro nei confronti di uno degli esecutori materiali, mentre il nuovo provvedimento cautelare mira a chiarire ulteriormente ruoli e responsabilità dei vertici mafiosi coinvolti nella pianificazione del delitto.