“Il cuoco segreto di Casa Spanò”, la Calabria tra memoria e poesia

A Gerace prende vita un racconto identitario tra cucina e relazioni, presentato a Roma nel tempio gastronomico I Belcastro

A cura di Redazione
24 marzo 2026 10:00
“Il cuoco segreto di Casa Spanò”, la Calabria tra memoria e poesia - Foto Francesco Stanizzi
Foto Francesco Stanizzi
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La Calabria e la suggestiva Gerace diventano il cuore pulsante di un racconto che intreccia gastronomia, memoria e identità culturale. “Il cuoco segreto di Casa Spanò”, firmato da Erminia Gerini Tricarico e Francesco Maria Spanò, si presenta come un’opera capace di superare i confini del semplice ricettario per trasformarsi in narrazione profonda e viaggio umano.

Al centro del volume emerge la figura di ’Ntoni, uomo discreto e lontano dalle logiche contemporanee dello “chef-star”, che ha saputo trasformare la cucina in un gesto poetico e relazionale. La sua storia si sviluppa all’interno della famiglia Spanò, dove il cibo diventa linguaggio affettivo, strumento di condivisione e collante sociale.

Il libro restituisce così il profilo di un protagonista apparentemente marginale, ma in realtà capace di costruire una vera opera d’arte quotidiana fatta di dedizione, creatività e amore per gli altri. La sua scelta di restare nell’ombra, senza mai divulgare molte delle sue ricette custodite nella memoria, lo rende un autentico contro-modello rispetto alla spettacolarizzazione della cucina moderna.

L’opera è stata presentata a Roma, nella pizzeria ristorante I Belcastro, nata dalla visione imprenditoriale di Marco Todaro. Un percorso iniziato tra viaggi e contaminazioni, da Londra a Santo Domingo, fino alla creazione nel 2016 di “El Munta”, poi evoluto proprio in I Belcastro insieme a Giovanni e Marco Todaro, con l’obiettivo di offrire un’esperienza gastronomica “oltre la pizza”.

Un contesto che si è rivelato perfetto per accogliere la storia del “cuoco segreto”, in un ideale incontro tra tradizione e innovazione. Il volume si configura infatti come un intreccio di generi: biografia, racconto, raccolta di ricette e viaggio tra luoghi fisici e interiori.

Tra le pagine si snodano immagini, ritualità e tradizioni di un Sud profondo, dove la cucina non è solo tecnica ma esperienza culturale e identitaria. In questo scenario, ’Ntoni assume un valore simbolico: quello di chi, pur restando fuori dai riflettori, riesce a lasciare un segno autentico attraverso i gesti quotidiani.

“Il cuoco segreto di Casa Spanò” diventa così molto più di un libro di cucina: è un omaggio alla memoria, alla famiglia e alla cultura del cibo come espressione di umanità, capace di illuminare il presente attraverso le storie nascoste.