La CCB si colora d’azzurro: Capobianco guida l’allenamento a Soverato

Il ct della Nazionale femminile incontra la Serie B della CCB Catanzaro: “Talento, impegno e valori umani alla base della crescita”

A cura di Redazione
26 aprile 2026 13:00
La CCB si colora d’azzurro: Capobianco guida l’allenamento a Soverato - Foto: Uff. Stampa Centro Catanzaro Basket - 25.04.2026)
Foto: Uff. Stampa Centro Catanzaro Basket - 25.04.2026)
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La serie B femminile ieri pomeriggio a Soverato ha avuto il grande privilegio di vivere un allenamento guidato dall'Head Coach della Nazionale Femminile Senior Andrea Capobianco. Al termine dell'evento abbiamo voluto scambiare qualche parola con il coach.

Ha ricevuto un riconoscimento importante a Soverato: che valore hanno per lei questi premi, soprattutto quando arrivano dal territorio?

"I riconoscimenti sono sempre la valorizzazione di un lavoro svolto, quindi è normale che faccia enormemente piacere riceverli. In questo caso, poi, arrivando dal territorio, il valore è ancora più grande. È stato un premio importante, che in passa è stato ricevuto anche da Maurizio Cremonini e Gaetano Gebbia, e questo rende tutto ancora più significativo. Aver avuto anche l’opportunità di parlare dei valori dello sport e dell’orgoglio di indossare la maglia azzurra ha dato ulteriore spessore al riconoscimento. Chi mi conosce sa quanto io tenga a raccontarmi e soprattutto a trasmettere ai ragazzi ciò che ho vissuto. È fondamentale far passare il messaggio che le vittorie arrivano sì per le capacità tecnico-tattiche, ma soprattutto perché dietro ci sono persone di valore umano. Poter condividere questi concetti è stato per me motivo di grande soddisfazione. Ringrazio l’organizzazione, gli insegnanti, l’assessore, il professore dell’Università Magna Grecia e tutti coloro che hanno contribuito a rendere questa giornata davvero speciale".

Ha guidato un allenamento con la Serie B femminile della CCB Catanzaro: quali sono state le sue prime impressioni?

"Ho svolto l’allenamento nel pomeriggio e, come dico sempre, io mi diverto ad allenare. Quando entro in palestra, ogni squadra diventa la mia squadra in quel momento. Ho lavorato cercando di mettere a disposizione le mie competenze e sono andato via molto contento. Questo significa che l’allenamento è stato di ottimo livello, con grande intensità. Non vuol dire che non ci siano stati errori — quelli fanno parte del gioco — ma c’è stato un impegno altissimo, sia mentale che emotivo. Ho visto ragazze che hanno provato a superarsi in ogni azione, e questa è la cosa più bella per un allenatore. C’è stata grande disponibilità e voglia di lavorare. Inoltre, ho un ottimo rapporto con lo staff e mi ha fatto piacere confrontarmi con loro. Credo stiano facendo un grande lavoro, basato su programmazione e organizzazione, che sono aspetti fondamentali sia nello sport che in qualsiasi altro ambito. Faccio i complimenti alle ragazze per l’impegno e alla società, a partire dal responsabile Chiarella, perché stanno costruendo qualcosa di davvero importante".

Che idea si è fatto della società e del lavoro sul settore senior e giovanile?

"Parlando con il responsabile tecnico Chiarella, ho percepito grande attenzione verso il settore giovanile. Mi ha fatto molto piacere vedere tante bambine e ragazze presenti, anche dal centro minibasket. L’entusiasmo è un elemento fondamentale per crescere e migliorarsi. Ma l’entusiasmo non è qualcosa di teorico: va costruito sul campo, portando i giovani a vivere esperienze concrete, a vedere e toccare con mano un certo livello di pallacanestro. Servono testimonianze, esempi, occasioni di condivisione. Solo così si può trasmettere davvero la passione per questo sport. Da questo punto di vista, ho visto segnali molto positivi".

Guardando più in generale, come vede oggi il movimento cestistico calabrese?

"Dall’esterno vedo realtà importanti, e credo che sia fondamentale prendere esempio da queste e fare squadra. Fare squadra significa non competere in modo sterile, ma collaborare per alzare il livello generale. Vuol dire confrontarsi, condividere idee, “rubare” il meglio dagli altri per trasformarlo in qualcosa di positivo. Significa ammirare il lavoro altrui e usarlo come stimolo per crescere insieme.

Per sviluppare davvero il movimento, bisogna investire nel modo giusto: dirigenti, allenatori, preparatori, settore giovanile e minibasket. È fondamentale formare formatori competenti.

Se alla base ci sono persone preparate — allenatori, istruttori, dirigenti — tutto il resto viene di conseguenza. È da lì che si costruisce un sistema solido e vincente".