Lamezia, il Polo Campanella Fiorentino capitale dell’inclusione con “Insieme si può”
Studenti, istituzioni e testimoni di resilienza per la tappa del progetto “Chiediti se sono felice”: storie che cambiano il territorio
Il Polo Liceale “Campanella Fiorentino” di Lamezia Terme si è trasformato per un giorno nella capitale calabrese dell’inclusione. L’auditorium dell’istituto ha ospitato la tappa “Insieme si può”, appuntamento centrale del progetto regionale “Chiediti se sono felice”, che mira a coinvolgere oltre 10 mila studenti sui temi del benessere, dell’empatia e dei diritti.
Davanti a una platea gremita di studenti, autorità civili, militari e istituzionali hanno ribadito un messaggio comune: l’inclusione non è un principio astratto, ma una responsabilità collettiva. A fare gli onori di casa la dirigente scolastica Susanna Mustari, che ha subito chiarito il senso profondo dell’iniziativa. «La nostra scuola non si limita alla didattica, ma lavora ogni giorno perché l’inclusione diventi un humus mentale per i giovani. L’uguaglianza, formale e sostanziale, si realizza solo se vissuta dall’intera comunità», ha detto, indicando negli ospiti presenti modelli di resilienza e vittoria etica.
Parole forti anche dal Prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, che ha scelto un tono diretto nel dialogo con gli studenti. «Spesso il problema siamo noi adulti, incapaci di intercettare i vostri bisogni e il vostro linguaggio. Dateci la possibilità di camminare al vostro fianco», l’appello che ha rotto i protocolli.
A illustrare il senso complessivo del progetto è stato Alfonso Toscano, presidente dell’associazione “Il Dono”. «“Chiediti se sono felice” nasce dall’urgenza di rimettere al centro l’ascolto dei ragazzi. L’inclusione non è burocrazia, ma un moltiplicatore di gioia e opportunità», ha spiegato, ribadendo la missione dell’associazione: «seminare bellezza e solidarietà affinché nessuno si senta invisibile». Concetti condivisi anche dall’assessore regionale Eulalia Micheli e dal sindaco Mario Murone, concordi nel sostenere che lo sviluppo di una città non si misura solo con le opere pubbliche, ma con la capacità di abbattere barriere sociali e culturali.
Spazio poi alle esperienze concrete. Debora Donati ha raccontato “La spiaggia dei valori”, progetto di accessibilità totale nato in Emilia Romagna e diventato un modello internazionale, presentato anche all’Onu. Da 100 mila euro iniziali a oltre un milione grazie alle donazioni private, dimostrando che l’inclusione può generare valore economico e sociale. Stessa direzione per l’esperienza di Eugenio Iannella, fondatore della pizzeria inclusiva “Civico 25”, che offre lavoro a ragazzi con sindrome di Down e giovani vittime di bullismo. Un’idea nata dopo la perdita del lavoro durante la pandemia e trasformata in opportunità per altri.
Il momento più intenso è arrivato con la testimonianza di Angelina Giaquinta, madre di Filippo Verterame, ucciso dalla criminalità mentre lavorava nel “Lido on the beach” di Isola Capo Rizzuto. «Il sogno di Filippo continua a vivere», ha detto ricordando la scelta della donazione degli organi che ha salvato sei vite, trasformando una tragedia in speranza collettiva. Sul tema del lavoro come strumento di vera integrazione è intervenuto anche Fabrizio D’Agostino, presidente regionale di Federalberghi, sottolineando l’impegno dell’associazione in modelli inclusivi non solo strutturali ma occupazionali.
A chiudere idealmente il cerchio le storie delle atlete paralimpiche. Anna Barbaro, nuotatrice e triatleta, ha raccontato la sua rinascita dopo la perdita della vista. «La disabilità non mi ha tolto la mia essenza: sono moglie, madre e sportiva. La mia forza è la famiglia e il mio cane guida». Applausi per la giovanissima Alessia Raso, 12 anni, promessa del nuoto, che ha letto un messaggio in Braille davanti a tutti. «La medaglia più bella è quando qualcuno capisce che ho diritto a vivere pienamente la mia vita», ha detto, dando una lezione di maturità all’intera platea.
L’evento, impreziosito dall’esibizione al pianoforte dello studente Antonio Rubino e dal supporto dell’interprete Lis Giusy Giordano, ha visto anche i saluti della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli. Il tour “Insieme si può” proseguirà nelle altre province calabresi, mentre il progetto “Chiediti se sono felice”, realizzato con Prefettura e Questura di Catanzaro, Regione Calabria e Asp di Catanzaro, si concluderà a maggio 2026.
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