‘Ndrangheta, sequestro da 800mila euro: colpita la cosca Scalise
Tre terreni con villa e tre imprese sequestrati dalla Guardia di Finanza. I beni sono riconducibili a un soggetto condannato definitivamente per associazione mafiosa
Un patrimonio del valore complessivo di circa 800mila euro, composto da tre terreni con annessa villa e tre imprese con l'intero compendio aziendale, è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza di Catanzaro nell'ambito di un procedimento di prevenzione antimafia.
Il provvedimento è stato eseguito nei giorni scorsi dai militari del Comando provinciale delle Fiamme Gialle, in attuazione del decreto emesso dal Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro – Direzione Distrettuale Antimafia.
I beni sono riconducibili a un soggetto ritenuto intraneo alla cosca di 'ndrangheta Scalise, federata con il clan Iannazzo di Sambiase, a Lamezia Terme. L'uomo rientra nella categoria dei soggetti a pericolosità sociale qualificata, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 159/2011.
Il destinatario del provvedimento era stato coinvolto nella maxioperazione Reventinum, condotta dalla Dda di Catanzaro, che aveva interessato l'organizzazione criminale operante nel comprensorio del Reventino tra il 2001 e il 2019. Per il reato di partecipazione ad associazione mafiosa è stato condannato in via definitiva a sette anni di reclusione.
Le indagini hanno ricostruito i collegamenti con una cosca i cui vertici sono stati condannati anche per diversi omicidi, tra cui quello del penalista Francesco Pagliuso.
Il sequestro è il risultato degli accertamenti economico-patrimoniali coordinati dalla Dda ed eseguiti dal Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme. Le verifiche avrebbero evidenziato una sproporzione tra il valore dei beni nella disponibilità del soggetto, i redditi dichiarati e l'attività lavorativa svolta.
Gli investigatori hanno inoltre fornito all'autorità giudiziaria gli elementi indiziari relativi alla pericolosità sociale qualificata del destinatario.
Il decreto è stato disposto ai sensi dell'articolo 20 del decreto legislativo 159/2011. Si tratta di un sequestro finalizzato all'eventuale confisca: il procedimento di prevenzione è ancora in corso e la verifica dei presupposti per la confisca avverrà davanti al Tribunale di Catanzaro, nel rispetto del contraddittorio.
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