SPETTACOLO

Opere e tesori riscoperti raccontano l’identità della comunità diocesana

Al Festival d’Autunno una rilettura internazionale dei grandi successi del cantautore napoletano. Applausi e ovazione per il pianista cubano e la sua formazione

A cura di Redazione
31 ottobre 2026 11:32
Opere e tesori riscoperti raccontano l’identità della comunità diocesana -  Foto Uff Stampa Festival d'autunno
Foto Uff Stampa Festival d'autunno
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Un viaggio musicale da Cuba a Napoli, passando per le sonorità del jazz internazionale. Il Teatro Politeama di Catanzaro ha ospitato una serata di grande intensità con Gonzalo Rubalcaba, protagonista di Gonzalo Plays Pino, il progetto dedicato alle composizioni di Pino Daniele che ha caratterizzato uno degli appuntamenti della XXIII edizione del Festival d’Autunno.

Il pianista cubano, tra i più apprezzati interpreti del jazz mondiale, ha affrontato il repertorio del cantautore partenopeo attraverso arrangiamenti e improvvisazioni capaci di restituire una prospettiva differente a brani entrati nella storia della musica italiana. Un incontro tra culture e sensibilità artistiche, nel quale le radici napoletane hanno dialogato con la libertà espressiva della tradizione cubana.

La manifestazione, ideata e diretta da Antonietta Santacroce, è sostenuta dalla Regione Calabria nell’ambito di Calabria Straordinaria, con risorse Pac 2014/20 – FUNT Eventi culturali di pregio.

Una formazione napoletana sul palco

A condividere la scena con Rubalcaba è stata una squadra di musicisti legati alla tradizione musicale napoletana: Daniele Sepe al sax tenore, Aldo Vigorito al contrabbasso, Claudio Romano alla batteria, Giovanni Imparato alle percussioni, Giovanni Francesca alla chitarra e Maria Pia De Vito alla voce.

Una formazione che ha accompagnato il pianista in un percorso musicale costruito sull'incontro tra strumenti, ritmi e interpretazioni. Lo stesso Rubalcaba ha manifestato la propria ammirazione per Pino Daniele, sottolineandone il valore artistico e umano e la capacità delle sue composizioni di continuare a parlare a generazioni e culture differenti.

Il concerto si è aperto con Cumbà, dando subito il via a un'esibizione caratterizzata da continui scambi tra i musicisti. In Chi tene 'o mare, Toledo e Lazzari felici, il pianoforte di Rubalcaba ha esplorato le melodie originali, arricchendole con passaggi improvvisativi e nuove soluzioni armoniche.

Particolarmente significativa la presenza di Maria Pia De Vito, alla quale il pianista ha affidato l'interpretazione di Gesù, Gesù, Maggio se ne va e Quando. La voce della cantante ha aggiunto una dimensione personale ai brani, contribuendo a costruire una lettura intensa e originale del repertorio.

Da Tutta n'ata storia alla magia di Napule è

Il ritmo è diventato progressivamente più incalzante con Sicily, fino all'esplosione musicale di Tutta n'ata storia. Qui la band ha dato prova di grande affiatamento: il sassofono di Daniele Sepe ha dialogato con gli altri strumenti, mentre la chitarra di Giovanni Francesca ha dato vita a un confronto musicale fatto di assoli e rilanci.

L'esecuzione ha coinvolto la platea, che al termine ha accolto gli artisti con una lunga ovazione.

A cambiare completamente atmosfera è stata Napule è. Una versione raccolta e suggestiva, nella quale Rubalcaba ha privilegiato la delicatezza del pianoforte, lasciando emergere tutta la forza evocativa di una delle canzoni più rappresentative della produzione di Pino Daniele. Un momento particolarmente emozionante, salutato dal pubblico con un caloroso applauso.

Per il bis, il musicista cubano è rimasto da solo sul palco, scegliendo Besame Mucho di Consuelo Velázquez. Una composizione lontana dal repertorio di Daniele, ma perfetta per mettere in evidenza la sensibilità interpretativa e le capacità improvvisative del pianista.

Al termine della serata, gli applausi hanno accompagnato la consegna del Cavatore d’Argento, realizzato per il Festival d’Autunno.

Festival d’Autunno, tre nuovi appuntamenti

La programmazione del Festival tornerà a Catanzaro la prossima settimana con tre proposte dedicate a pubblici e linguaggi artistici differenti.

Giovedì 5 novembre, alle 21, il Teatro Politeama ospiterà Biagio Izzo con Finché giudice non ci separi, una commedia che affronta con ironia le dinamiche e le difficoltà della vita di coppia.

Venerdì 6 novembre, alle 19, all’Oratorio del Carmine, spazio alla danza contemporanea con Roberto Zappalà e Corpi Liturgici, spettacolo dedicato a San Francesco d’Assisi in occasione dell’ottavo centenario della sua morte.

Sabato 7 novembre, alle 21, il ritorno al Politeama sarà affidato a Dee Dee Bridgewater. La celebre cantante jazz presenterà WE EXIST!, un progetto musicale che affronta temi come libertà, identità e speranza.