Sersale, il Comune chiarisce sul progetto SAI: «Quindici posti e accoglienza diffusa»

Il Comune replica alle polemiche sulla delibera e chiarisce numeri, modalità di accoglienza e finalità del progetto SAI

A cura di Redazione
15 ottobre 2026 08:00
Sersale, il Comune chiarisce sul progetto SAI: «Quindici posti e accoglienza diffusa» - Foto: Uff. Stampa Pro Loco Sersale
Foto: Uff. Stampa Pro Loco Sersale
Condividi

Il Comune di Sersale interviene sul dibattito nato dopo la deliberazione di Giunta comunale n. 93 dell’11 settembre 2026 e le critiche sollevate dal gruppo di minoranza Impegno per Sersale. L’amministrazione comunale parla di «numerose interazioni sui social» e ritiene necessario chiarire contenuti e finalità dell’atto, invitando a valutare la proposta sulla base dei suoi effetti concreti e non delle contrapposizioni politiche.

La delibera, spiega il Comune, è un atto di indirizzo rivolto al settore competente per avviare la procedura finalizzata alla presentazione al Ministero dell’Interno di un progetto nell’ambito del SAI, Sistema di Accoglienza e Integrazione. Non si tratta quindi, viene precisato, dell’immediata attivazione di una struttura di grandi dimensioni, ma dell’avvio di un percorso progettuale.

Uno dei punti sui quali l’amministrazione interviene riguarda le risorse. «Non vengono sottratte risorse alla comunità», chiarisce il Comune, spiegando che i finanziamenti sono stanziati dal Governo specificamente per questa finalità e vengono impiegati nel territorio interessato dal progetto, anche attraverso il coinvolgimento del Terzo settore.

Il SAI prevede un sistema di accoglienza integrata, che comprende non soltanto vitto e alloggio, ma anche servizi di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento. Tra gli interventi indicati figurano l’apprendimento della lingua italiana, l’istruzione degli adulti, l’inserimento scolastico dei minori, la formazione professionale e i percorsi finalizzati all’inserimento lavorativo e all’autonomia abitativa.

Per il Comune, il progetto potrebbe inoltre rappresentare un’opportunità per un piccolo centro alle prese con spopolamento, fragilità demografica e riduzione dei servizi. L’amministrazione evidenzia infatti la possibilità che le risorse destinate al progetto rimangano sul territorio e coinvolgano realtà locali e Terzo settore.

Sul piano numerico, il Comune sottolinea che le linee guida prevedono limiti specifici in rapporto alla popolazione residente. Per i Comuni con meno di 5.000 abitanti, viene indicato un limite di 15 posti per questa tipologia di accoglienza.

È proprio su questo aspetto che l’amministrazione intende ridimensionare le rappresentazioni emerse nel dibattito politico. Il progetto che Sersale intende presentare sarà rivolto alla categoria “Ordinari”, con particolare attenzione ai nuclei familiari e monoparentali, attraverso una formula di accoglienza diffusa, diversa dai grandi centri di accoglienza. «Parliamo, dunque, di un numero limitato di persone, indicativamente 15 posti», precisa il Comune.

L’amministrazione contesta quindi quella che definisce una rappresentazione «amplificata» della vicenda da parte di Impegno per Sersale, sostenendo che numeri, modalità di accoglienza e quadro regolamentare delineino una realtà più circoscritta rispetto a quella prospettata nel dibattito social.

Il progetto, precisa ancora il Comune, è comunque ancora in una fase iniziale e l’amministrazione auspica che possa andare a buon fine. In caso di realizzazione, l’obiettivo dichiarato è promuovere una politica di integrazione attraverso una gestione attenta e il coinvolgimento della cittadinanza.

Nella parte conclusiva, il Comune definisce la scelta anche come una scelta strategica, sostenendo che un progetto SAI possa generare lavoro sociale ed educativo, formazione, nuove competenze e opportunità per il territorio. L’amministrazione ribadisce inoltre che non si tratta di un fenomeno incontrollato, ma di un sistema regolamentato che richiede una rete territoriale e una collaborazione tra istituzioni e realtà sociali.

Il Comune annuncia infine che, qualora il progetto venga effettivamente realizzato, intende coinvolgere la cittadinanza attraverso iniziative di informazione, confronto e sensibilizzazione, ritenendo che la conoscenza e la capacità di governare i processi siano gli strumenti necessari per affrontare i cambiamenti della comunità.