Sersale - Tommaso Le Pera, sessant’anni di fotografia al servizio del teatro

A Sersale la storia del grande fotografo di scena, autore di un archivio unico con immagini di oltre 4.500 commedie teatrali

A cura di Redazione
12 agosto 2026 16:00
Sersale - Tommaso Le Pera, sessant’anni di fotografia al servizio del teatro -
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È stata una serata dedicata alla cultura e al teatro quella dell’11 agosto a Sersale, dove, nella Porta del Parco, presso l’Auditorium Fabrizio De André, è stato protagonista Tommaso Le Pera, fotografo di scena tra i più conosciuti e apprezzati nel panorama teatrale italiano.

Nonostante il caldo, la sala ha accolto un pubblico numeroso e attento. Al tavolo, insieme a Le Pera, erano presenti il sindaco Carmine Capellupo, l’editore e regista Francesco Mazza, l’assessore alla Cultura Serafina Pettinato e la regista Gigliola Funaro.

Dopo i saluti istituzionali, Francesco Mazza ha presentato “Euripide”, prima pubblicazione di un progetto editoriale composto da quattro volumi dedicati al teatro greco e frutto dell’ultimo importante lavoro di Le Pera. Un progetto che rappresenta anche la realizzazione di un desiderio coltivato a lungo dal fotografo.

A seguire è stato proiettato un cortometraggio realizzato da Gigliola Funaro, dedicato alla vita e alla carriera di Le Pera, dalla sua adolescenza fino ai giorni nostri. Circa un’ora di immagini, racconti e testimonianze, con lo stesso Le Pera a ripercorrere alcuni momenti della propria vita. Le riprese sono state realizzate anche a Sersale e negli spazi della Fondazione Giorgio Albertazzi di Roma, con gli interventi e gli aneddoti di diversi protagonisti del teatro italiano.

Non un semplice fotografo, ma parte dello spettacolo

Definire Tommaso Le Pera semplicemente un fotografo di scena sarebbe, però, riduttivo. Il suo lavoro nasce molto prima che si alzi il sipario.

Le Pera studia il copione, osserva i costumi, segue le prove, analizza i movimenti degli attori e presta attenzione alle luci e alla scenografia. Parla con il regista, con gli interpreti, con gli scenografi e con tutte le persone che contribuiscono alla realizzazione dello spettacolo. Solo dopo questo percorso entra davvero nella dimensione della rappresentazione.

Durante lo spettacolo si muove con discrezione, quasi mimetizzandosi tra gli elementi della scena. Attende l'istante giusto e scatta. Le sue immagini non si limitano a documentare un momento: cercano di raccontare ciò che è appena accaduto e, allo stesso tempo, ciò che sta per accadere.

È questa la caratteristica che rende particolare il suo lavoro. Le fotografie di Le Pera sembrano contenere il movimento, restituendo allo spettatore non un semplice fermo immagine, ma un frammento vivo della rappresentazione.

Un archivio che racconta il teatro italiano

In oltre sessant’anni di attività, Le Pera ha costruito un patrimonio fotografico di straordinario valore. Il suo archivio conserva immagini di oltre 4.500 commedie teatrali, una documentazione che attraversa generazioni di attori, registi, compagnie e spettacoli.

Un patrimonio che non riguarda soltanto la fotografia, ma la memoria stessa del teatro. Ogni immagine diventa infatti una testimonianza capace di preservare nel tempo spettacoli e protagonisti che, senza quella documentazione, rischierebbero di essere consegnati all’oblio.

Eppure, dietro questo straordinario percorso professionale rimane l’uomo. A Sersale, Le Pera è per tutti semplicemente “Masino”. Un nome con cui amici e concittadini continuano a chiamarlo e che lui accoglie con particolare affetto.

Quando torna nel suo paese, passeggia per le strade, saluta tutti, si ferma a parlare e si concede persino qualche partita a carte. Una quotidianità semplice che racconta bene la sua personalità e quella che viene descritta come una profonda e autentica umiltà.

La sua storia personale è legata anche alla famiglia: la moglie, sposata giovanissima, sei figli e dieci nipoti, con i quali riesce ancora a condividere momenti di vita insieme.

Il documentario si chiude con l’immagine di un Tommaso Le Pera sereno e riconoscente verso la vita. Una vita alla quale, dopo oltre sessant’anni dedicati alla fotografia e al teatro, dice di non avere più nulla da chiedere.

Il lavoro, la stima, la notorietà, la famiglia e soprattutto una passione rimasta intatta fin da ragazzo. È forse proprio quell’entusiasmo, ancora oggi immutato, il segreto di un artista che continua a guardare il teatro con lo stesso stupore di sempre.

E attraverso le sue fotografie continua a fare una cosa essenziale: salvare dalla dimenticanza il teatro, i suoi protagonisti e le storie che ogni sera prendono vita su un palcoscenico.