Tragedia a Lamezia Terme: carabiniere di 39 anni si toglie la vita
Il vicebrigadiere, in servizio a Bovalino, trovato senza vita in via delle Terme; sindacato esprime dolore e invita a interventi concreti
A Lamezia Terme, un drammatico episodio ha scosso la comunità locale e l’Arma dei Carabinieri: un vicebrigadiere di 39 anni originario della città, in servizio a Bovalino, si è tolto la vita all’interno della propria autovettura in via delle Terme, nel quartiere Sambiase, non lontano dall’area del cimitero.
Ancora ignote le cause del gesto. Sul posto sono intervenute immediatamente le pattuglie dei Carabinieri e della Polizia per effettuare i rilievi e chiarire le circostanze dell’accaduto. Per consentire le operazioni di accertamento e garantire la sicurezza dell’area, la circolazione stradale nel tratto interessato è stata temporaneamente interdetta.
“La Segreteria del Nuovo Sindacato Carabinieri Calabria oggi si è svegliata con il cuore spezzato e un profondo senso di impotenza: un nostro collega ha deciso di togliersi la vita, solo, all'interno della propria auto”, ha dichiarato il segretario generale regionale Antonio Noè, commentando il tragico evento.
“Non vogliamo usare giri di parole – prosegue – questo è un altro capitolo di una ferita aperta che continua a sanguinare all'interno della nostra Amministrazione: oggi non c'è spazio per la retorica”.
“Un servitore dello Stato si è tolto la vita e questo silenzio assordante deve finire – aggiunge – e, a nome della Segreteria Regionale di NSC Calabria, esprimo la massima vicinanza alla famiglia, agli amici e ai colleghi che in queste ore stanno affrontando un dolore inimmaginabile: il nostro auspicio è che possano trovare forza e conforto in tutto ciò che di bello hanno vissuto insieme a lui, custodendone la memoria più autentica”.
“Tuttavia, non possiamo limitarci al cordoglio – osserva Noè – perché il suicidio tra le divise è una piaga che non accenna a fermarsi e che va affrontata con determinazione, senza nascondersi dietro termini di circostanza”.
“Ogni volta che un collega compie un gesto simile, è una sconfitta per tutto il sistema – conclude – e dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia questa realtà, analizzare le cause e intervenire concretamente affinché nessuno si senta più abbandonato al proprio destino dietro quella divisa”.
“La Segreteria Regionale NSC Calabria si stringe attorno ai cari del collega, offrendo tutto il supporto umano e istituzionale necessario in questo momento di tragica lucidità e sofferenza”.
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