UMG, il professor Michele Carbone premiato a livello internazionale: seminario il 3 novembre
Il docente dell'Università Magna Graecia ha ricevuto lo Szent-Györgyi Prize 2026 per le sue scoperte sul mesotelioma. L'incontro nell'Aula Magna C dell'Edificio Bioscienze
Un riconoscimento internazionale per la ricerca oncologica e un motivo di orgoglio per l'Università Magna Graecia di Catanzaro. Il professor Michele Carbone, docente ordinario di Anatomia Patologica dell'UMG e professore presso l'Università delle Hawaii Cancer Center, ha ricevuto lo Szent-Györgyi Prize for Progress in Cancer Research 2026, uno dei riconoscimenti più importanti nel panorama mondiale della ricerca contro il cancro.
Per celebrare questo risultato, l'Ateneo ospiterà martedì 3 novembre, alle ore 11:30, un seminario scientifico tenuto dallo stesso Carbone. L'appuntamento si svolgerà nell'Aula Magna C dell'Edificio Bioscienze e sarà dedicato alle ricerche che hanno portato all'assegnazione del premio. La partecipazione è aperta a docenti, ricercatori, dottorandi, personale tecnico-amministrativo e cittadini.
Il riconoscimento è stato conferito al professore dal comitato della National Foundation for Cancer Research (NFCR) e consegnato il 9 ottobre 2026 al National Press Club di Washington. Intitolato al premio Nobel Albert Szent-Györgyi, cofondatore della fondazione, il premio viene assegnato annualmente agli scienziati che hanno contribuito con scoperte significative alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento delle patologie oncologiche.
Alla base del riconoscimento ci sono gli studi condotti da Carbone sul mesotelioma, una forma tumorale rara e particolarmente aggressiva che interessa le membrane che rivestono gli organi, in particolare la pleura. Le sue ricerche hanno permesso di individuare il ruolo determinante della predisposizione genetica legata al gene BAP1, insieme all'esposizione ambientale a fibre minerali cancerogene come l'erionite.
Per oltre dieci anni il ricercatore ha seguito alcune comunità della Cappadocia, in Turchia, dove l'esposizione a questa fibra aveva determinato un'elevata incidenza di mesotelioma. Gli studi hanno dimostrato che il rischio di sviluppare la malattia non dipende esclusivamente dall'esposizione ambientale, ma anche dalla presenza di specifiche alterazioni genetiche.
Le scoperte hanno avuto ricadute concrete anche sul piano della prevenzione. Il lavoro del professor Carbone ha contribuito a convincere le autorità della Cappadocia a realizzare due nuovi villaggi e strutture ospedaliere in aree non contaminate. Negli Stati Uniti, in North Dakota, le sue ricerche hanno inoltre portato alla ripavimentazione di oltre 300 miglia di strade interessate dalla presenza di erionite, riducendo il rischio di dispersione delle fibre nell'aria.
Importanti anche i risultati sul fronte diagnostico. Le ricerche sul gene BAP1 hanno favorito lo sviluppo di test basati sulla colorazione immunoistochimica, oggi entrati nella pratica clinica internazionale. Questi strumenti consentono di individuare più rapidamente i soggetti geneticamente predisposti e di avviare percorsi di sorveglianza personalizzati, favorendo diagnosi più precoci e interventi tempestivi.
Le scoperte aprono inoltre nuove prospettive per lo sviluppo di farmaci antitumorali capaci di intervenire sui meccanismi biologici collegati a BAP1.
Grande soddisfazione è stata espressa dal rettore dell'Università Magna Graecia, Giovanni Cuda, che ha sottolineato il valore del risultato per l'intero Ateneo e per la Calabria.
«Ho appreso questa notizia con enorme piacere e commozione. Il Premio Szent-Györgyi Prize rappresenta un traguardo d'eccezione e rende merito al percorso scientifico straordinario del prof. Michele Carbone per il contributo eccezionale dato alla lotta contro il cancro. È, inoltre, motivo di immenso prestigio per il nostro Ateneo e per tutta la Calabria».
Il rettore ha quindi rivolto le congratulazioni al docente a nome dell'intera comunità universitaria, ricordando come il suo percorso rappresenti una testimonianza del valore della ricerca scientifica di qualità, avviata e sviluppata anche all'interno dell'Università Magna Graecia.
Il seminario del 3 novembre sarà dunque l'occasione per approfondire direttamente con il professor Michele Carbone le scoperte che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento internazionale e il loro impatto sulla prevenzione, sulla diagnosi e sulle prospettive terapeutiche del mesotelioma
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