Catanzaro - Danni in Galleria Mancuso, la consigliera Daniela Palaia fa chiarezza
La consigliera comunale replica alle polemiche sugli interventi: «Il Comune ha rifatto l’illuminazione pubblica, non le strutture private»
Della Galleria Mancuso, uno dei luoghi simbolo del centro storico, «si fa giustamente un gran parlare», ma è necessario «fare chiarezza nell’interesse di tutti». A dirlo è la consigliera comunale Daniela Palaia, che interviene con una nota per chiarire le competenze sui recenti danni al lucernario e respingere letture definite «fuorvianti e strumentali».
La Galleria, «incastonata nel cuore antico della città», ha vissuto stagioni alterne: dalla vivacità degli anni Ottanta e Novanta al progressivo declino legato alla chiusura delle attività, fino ai tentativi di rilancio dei primi anni Duemila. Oggi, sottolinea Palaia, «la Galleria appare riqualificata nelle forme», con un intervento che rappresenta «una ossequiosa reinterpretazione dello stile di Saoul Greco», fermo restando che «la rinnovazione estetica da sola non basta» e che si sta lavorando su regole commerciali, igieniche e nuove funzioni degli spazi.
Nel dibattito acceso dai danni al lucernario, la consigliera precisa che «la Galleria è di proprietà comunale nella parte di calpestìo, al pari di una piazza o di una strada». Da qui discende che il rifacimento dell’illuminazione rientra a pieno titolo negli interventi di illuminazione pubblica. «Non si tratta – chiarisce – di un riconoscimento implicito da parte del Comune di essere proprietario del lucernario», ma di «un normale intervento di ripristino» legato al passaggio delle tracce, con sistemazione di intonaci e pitture.
Palaia respinge anche il richiamo a una delibera di giunta del 2008 sull’annessione al demanio comunale, definendolo «utilizzato in modo del tutto fuorviante». In quel documento, spiega, «si richiama esplicitamente il concetto di suolo individuato con planimetria», mentre i termini “galleria” e “porticati” servono solo a descrivere gli spazi della superficie indicata. Non a caso, «in altre occasioni, quando si sono verificati problemi su altre parti dei lucernari, i condomìni interessati hanno serenamente riconosciuto la proprietà ed è intervenuto per le riparazioni».
«Questi sono i fatti», conclude la consigliera, rivendicando il dovere dell’Amministrazione di «rendere conto e spiegare progetti e fasi di gestione», ma anche quello di «disinnescare la mistificazione di documenti e azioni». Perché, ribadisce, «fare il bene della città coincide anche con il ricostruire la corretta e veritiera sequenza degli avvenimenti». Sempre.
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