Catanzaro - Parco Romani dimenticato: l'appello a Occhiuto

Il consigliere Costa: «La metro corre, ma Parco Romani cade a pezzi. Occhiuto rompa il silenzio»

A cura di Redazione
25 agosto 2026 20:00
Catanzaro - Parco Romani dimenticato: l'appello a Occhiuto - Foto: Giovanni Costa
Foto: Giovanni Costa
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Catanzaro - Sono trascorsi 41 giorni dalla cerimonia di inaugurazione della nuova metropolitana di Catanzaro e, secondo il consigliere comunale Giovanni Costa, resta ancora irrisolta la vicenda di Parco Romani, area simbolo di una lunga e tormentata storia amministrativa e imprenditoriale della città. Costa torna a sollevare la questione, ricordando di aver chiesto, già nei giorni successivi all’inaugurazione, alla vecchia e alla nuova politica di confrontarsi con le condizioni in cui versa Parco Romani, magari proprio attraverso una visita sul posto. Un invito, sottolinea il consigliere, rimasto finora senza risposta.

Il riferimento è anche alla nuova infrastruttura del trasporto pubblico cittadino. «Al momento Catanzaro può contare su una nuova littorina – osserva Costa – mentre Parco Romani continua ad arrugginire e a cadere a pezzi». Un contrasto che, a suo giudizio, rende ancora più evidente la necessità di affrontare una vicenda che rappresenta una ferita ancora aperta per il capoluogo.

Ma a destare maggiore sorpresa nel consigliere è soprattutto il silenzio del presidente della Regione Roberto Occhiuto, presente in prima fila alla cerimonia inaugurale della metropolitana. «Possibile che sia all’oscuro della vicenda drammatica e tormentata di Parco Romani?», si domanda Costa, ricordando come lo stesso Occhiuto abbia più volte rivendicato attenzione e impegno nei confronti di Catanzaro, capoluogo di regione.

Da qui l’invito diretto al presidente della Calabria: recarsi personalmente a Parco Romani, vedere le condizioni dell’area e ascoltare dalla voce dei protagonisti una storia che, secondo Costa, non può essere relegata nel dimenticatoio.

Per il consigliere comunale, infatti, quella di Parco Romani non è soltanto una questione amministrativa o urbanistica, ma soprattutto una «questione sociale». A pagare le conseguenze della vicenda, sottolinea, sono stati imprenditori che hanno investito e che «ci hanno rimesso», una partecipata pubblica uscita fortemente compromessa dalla vicenda e, più in generale, l’intera città di Catanzaro.

L’appello finale di Costa è dunque rivolto direttamente a Occhiuto: assumere l’iniziativa e dimostrare concretamente quell’atteggiamento da «uomo del fare» che il presidente ha spesso rivendicato. La richiesta è semplice: andare a Parco Romani, guardare con i propri occhi e ascoltare le testimonianze di chi quella storia l’ha vissuta. Per Costa, solo così sarà possibile comprendere fino in fondo la portata di una vicenda che, ancora oggi, continua a rappresentare una delle ferite più evidenti della città.