Tirocinanti di Inclusione Sociale, sindacati in allarme sugli esclusi dalle procedure

Le segreterie NIdiL CGIL, FeLSA CISL e UILTemp chiedono soluzioni immediate per garantire continuità di reddito e formazione a tutto il bacino TIS

A cura di Redazione
06 febbraio 2026 22:30
Tirocinanti di Inclusione Sociale, sindacati in allarme sugli esclusi dalle procedure   -
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Calabria – Le Segreterie regionali di NIdiL CGIL, FeLSA CISL e UILTemp esprimono forte preoccupazione per le criticità emerse durante l’incontro con la Regione Calabria sulla vertenza dei Tirocinanti di Inclusione Sociale, con particolare riferimento ai lavoratori esclusi dalle attuali procedure e dai percorsi formativi.

Il confronto con il Dipartimento Lavoro

Nel confronto con il Dipartimento Lavoro è stato presentato un aggiornamento complessivo delle attività in corso: i Centri per l’Impiego hanno avviato le procedure previste, con 472 avvisi approvati, 262 amministrazioni coinvolte e 1.729 unità di personale pronte per la contrattualizzazione. Un risultato importante, che conferma come il percorso di stabilizzazione, quando sostenuto da impegni concreti, possa finalmente entrare nella fase operativa e portare, nelle prossime settimane, all’assunzione di oltre 1.700 lavoratori.

Parallelamente, grazie alle linee guida trasmesse ai CPI, partiranno a breve i percorsi di formazione Gol. Un passaggio fondamentale, che tuttavia deve essere accompagnato dalla definizione condivisa di una soluzione capace di includere l’intero bacino dei TIS, garantendo continuità di reddito e prospettive occupazionali a tutti i tirocinanti.

Resta infatti irrisolta la situazione dei lavoratori esclusi dalle procedure in corso. Sono attualmente 73 i tirocinanti fuoriusciti nei mesi di ottobre e novembre, bloccati da criticità tecniche e finanziarie che impediscono l’accesso immediato ai percorsi Gol. A questi si aggiungeranno inevitabilmente coloro che non saranno assunti in questa prima fase, ampliando ulteriormente il numero degli esclusi.

Per questo è indispensabile assicurare anche a questi lavoratori la possibilità di partecipare ai percorsi formativi, garantendo un sostegno economico pari a circa 4.200 euro per sei mesi, con relativa anticipazione delle somme, come già avvenuto per gli altri partecipanti. È altrettanto urgente accelerare l’avvio dei corsi, poiché ogni ulteriore ritardo rischia di compromettere l’obiettivo condiviso di concludere il percorso di stabilizzazione entro giugno 2026.

Le organizzazioni sindacali ribadiscono la volontà di proseguire il lavoro avviato quasi un anno fa insieme alla Regione Calabria, un percorso che ha già prodotto risultati significativi in una vertenza complessa e che punta a chiudere definitivamente la lunga stagione del precariato calabrese.

NIdiL CGIL - Ivan Ferraro 

FELSA CISL  - Gianni Tripoli 

UILTemp - Paolo Cretella